Avv. Pitorri Roma Divorzi

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma opera, tra i diversi settori legali di cui già si occupa, anche di divorzi. Purtroppo, il divorzio rappresenta un evento sempre più consueto e frequente tra le coppie e che, la maggior parte delle volte, infligge ferite importanti, soprattutto nei figli.

Anche i coniugi, presi da rabbia e rancori, dimenticano il senso di responsabilità, rispetto e civiltà e ingaggiano battaglie personali dalle conseguenze dannose. Nel presente articolo, dal titolo Avv. Pitorri Roma Divorzi, l’Avvocato Pitorri mette a disposizione del lettore le sue conoscenze, chiarendo la tematica del divorzio e l’importanza di essere sostenuti da un professionista nel corso di questo particolare iter. Dunque, continuando a leggere Avv. Pitorri Roma Divorzi sarà possibile capire come gestire una situazione così spiacevole e pesante. Il divorzio è l’istituto giuridico che comporta lo scioglimento (in caso di matrimonio civile) o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (in caso di matrimonio concordatario) quando tra i coniugi è venuta meno la comunione spirituale e materiale di vita. Anche il procedimento di divorzio può seguire due diverse strade, a seconda che vi sia o meno consenso tra i coniugi: 1. divorzio congiunto, quando c’è accordo dei coniugi su tutte le condizioni stabilite; 2. divorzio giudiziale, quando non c’è accordo sulle condizioni. Nel seguente articolo Avv. Pitorri Roma Divorzi è possibile conoscere la normativa che disciplina questo particolare istituto giuridico. La disciplina del divorzio è dettata dal codice civile (art. 149 c.c.), dalla legge numero 898/1970 (che ha introdotto l’istituto per la prima volta in Italia) e dalla legge numero 74/1987 (che ha apportato delle modifiche significative alla precedente). Si giunge al divorzio dopo una separazione legale dei coniugi, che si è prolungata per 6 mesi (12 mesi, invece, se la separazione è stata giudiziale). Il termine decorre dalla prima udienza di comparizione dei coniugi innanzi al tribunale nella procedura di separazione personale, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale. Continuando con la lettura di Avv. Pitorri Roma Divorzi, inoltre, l’Avvocato Pitorri spiega anche le modalità con cui si può avanzare richiesta di divorzio dal coniuge.

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Il divorzio può quindi essere richiesto: 1. in caso di separazione giudiziale: qualora vi sia stato il passaggio in giudicato della sentenza del giudice; 2. in caso di separazione consensuale, a seguito di omologazione del decreto disposto dal giudice; 3. in caso di separazione di fatto e se la separazione è iniziata 2 anni prima del 18 dicembre 1970. Con il concretizzarsi del divorzio si perde lo status di coniuge e si può celebrare un secondo matrimonio. La donna perde il cognome del marito. La sentenza di divorzio si pronuncerà anche su: questioni patrimoniali e assegnazione dell’abitazione familiare; versamento assegno divorzile; affidamento dei figli. Dalla lettura del contenuto Avv. Pitorri Roma Divorzi si evince come il divorzio sia un percorso psicologicamente pesante e complesso, che va affrontato con il supporto di un legale divorzista competente. Se questi contenuti sono stati di piacevole lettura, potrete condividerli con i vostri contatti e diffonderli attraverso i vostri social.

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Iacopo Maria Pitorri Responsabilità Medica

La classe medica è sottoposta ogni giorno a pressioni, stress e ritmi di lavoro spesso insostenibili. Inoltre, soprattutto negli ultimi anni, i numeri confermano come siano aumentate le querele e i procedimenti a carico di operatori sanitari e personale medico.

Si tratta di situazioni che, la maggior parte delle volte, si risolvono con un nulla di fatto, ma rappresentano pur sempre motivo di angoscia e preoccupazione per chi le subisce. In questo articolo, dal titolo Iacopo Maria Pitorri Responsabilità Medica, si chiarirà il concetto di Responsabilità medica e tutte le conseguenze che da essa possono derivare. La responsabilità medica è quel tipo di responsabilità che deriva dai danni causati ad un paziente per errori o mancanze da parte del personale medico e sanitario. Inoltre, l’articolo Iacopo Maria Pitorri Responsabilità Medica mette in luce un’importante modifica nella normativa. Essa ha origine dalla legge numero 24 dell’8 marzo 2017. Conosciuta anche come Riforma Gelli, essa ha escluso la responsabilità penale dei medici per imperizia in due casi: il primo si realizza quando diventa possibile dimostrare di essersi attenuti ai principi dettati dall’Istituto Superiore di Sanità; la seconda si concretizza in base alla disposizione secondo la quale, in sede civile i medici occupati in un’attività e a qualsiasi titolo presso una struttura sanitaria, saranno responsabili per colpa, ma ai sensi dell’art. 2043 del codice civile, mentre le strutture sanitarie risponderanno solo per responsabilità contrattuale. I pazienti che sono rimasti vittima di errori da parte dei sanitari che li hanno avuti in cura, quindi, possono rivolgersi al giudice per poter ottenere il risarcimento del danno subito, in seguito ad una valutazione con dei professionisti, che dimostrerà l’effettivo rapporto di causalità tra il danno e una negligenza sanitaria. Continuando con la lettura di Iacopo Maria Pitorri Responsabilità Medica sarà possibile sapere come si procede qualora si attivi un processo a carico di un professionista del settore medico – sanitario.

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Il procedimento prevede una consulenza tecnica preventiva, al fine di accertare in via preliminare la responsabilità medica; questa perizia sarà valido strumento per trovare un accordo o per decidere se intraprendere o meno il giudizio vero e proprio. II procedimento di mediazione è, invece, una soluzione alternativa, con l’assistenza di un avvocato. Solo al termine di una di queste due vie, il paziente potrà rivolgersi al giudice per ottenere il risarcimento del danno. Inoltre, in Iacopo Maria Pitorri responsabilità Medica è possibile chiarire anche la relazione tra responsabilità medica e responsabilità penale. La responsabilità medica, infatti, ha conseguenze di carattere civile, ma può avere riflessi importanti anche di natura penale. Infatti l’articolo 590-sexies del codice penale, in seguito alla Riforma prevista dalla Legge Gelli, prevede una particolare responsabilità penale dei medici per omicidio colposo o lesioni cagionati nell’esercizio della professione sanitaria. Tuttavia, questo caso sarà escluso il caso di imperizia, qualora il sanitario dimostri di essersi attenuto, nell’esecuzione del suo operato professionale, alle linee guida o alle buone prassi clinico-assistenziali. Se l’articolo Iacopo Maria Pitorri Responsabilità Medica vi ha permesso di approfondire conoscenze e competenze nel settore, potrete condividerne il contenuto con i vostri contatti e sui vostri social.

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Avvocato Pitorri Roma Cittadinanza Italiana

Nel seguente articolo, dal titolo Avvocato Pitorri Roma Cittadinanza Italiana, si affronta il concetto di cittadinanza italiana e tutti i passaggi che hanno portato alla formulazione della normativa attuale.


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E’ importante chiarire come la legge sulla cittadinanza in vigore in Italia è stata approvata nel 1992 e definisca cittadino italiano ogni individuo nato almeno da un genitore italiano, senza distinzioni tra chi nasce in Italia e chi nasce all’estero. Si basa, dunque, sul concetto di ius sanguinis (diritto di sangue), che fa discendere la cittadinanza da quella dei genitori e degli avi. I cittadini stranieri residenti in Italia, invece, possono acquisire la cittadinanza italiana in altre modalità. Continuando con la lettura di Avvocato Pitorri Roma Cittadinanza Italiana è possibile avere ulteriori informazioni su questo interessante argomento. La prima legge sulla cittadinanza italiana nacque con l’unificazione del 1861, per cui la cittadinanza dipendeva dall’appartenenza ad una nazione e ad una comunità di persone, che condivide la stessa discendenza.

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L’Italia, dunque, ha evidenziato l’importanza della trasmissione della cittadinanza attraverso lo ius sanguinis. Essendo, in passato, un paese di emigranti, il concetto di ius sanguinis consentiva di mantenere un legame ai tanti italiani che vivevano e lavoravano all’estero.

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Nell’articolo, intitolato Avvocato Pitorri Roma Cittadinanza Italiana, si troverà anche un excursus storico sulle norme che si sono susseguite con il tempo. Nel 1992, invece, con la legge numero 91 si è rafforzato il principio dello ius sanguinis e si sono modificati i tempi per la naturalizzazione dei cittadini di nazionalità straniera. La riforma ha portato da 5 a 3 anni il tempo in cui devono risiedere in Italia i discendenti degli italiani che vogliono ottenere la cittadinanza, con la possibilità di conservare il doppio passaporto. La situazione è diversa per i cittadini di paesi non europei, che devono risiedere in Italia da almeno 10 anni. Inoltre, questa legge ha reso più complesso il conseguimento della cittadinanza italiana per i figli dei cittadini stranieri, perché ha introdotto l’obbligo di residenza continuativa e legale nel paese fino al compimento del diciottesimo anno di età. Dall’altro canto, la legge 91 del 1992 ha visto nel matrimonio uno dei mezzi più importanti per ottenere la cittadinanza italiana. Infatti, essa può essere richiesta se si è sposati da appena sei mesi con un cittadino italiano. La prima proposta di riforma della legge sulla cittadinanza per gli stranieri residenti è stata presentata dal Ministro degli Affari Sociali Livia Turco nel 1999. Attraverso questa proposta, di avanzava l’idea per cui i figli nati in Italia da cittadini stranieri potessero chiedere la cittadinanza all’età di cinque anni, dopo aver vissuto legalmente e continuativamente nel paese. Il progetto di riforma della cittadinanza del 1999 fallì, ma alcuni tratti della proposta di legge rimasero nelle proposte successive. Il 13 ottobre del 2015, dopo una lunga discussione parlamentare, è stata approvata una riforma che prevedeva lo ius soli temperato e lo ius culturae, poi però bloccata per due anni e bocciata definitivamente nel 20017. Nel seguente articolo, dal titolo Avvocato Pitorri Roma Cittadinanza, è possibile trovare informazioni anche sull’ultima riforma del 2018 e che ha toccato anche l’argomento della cittadinanza italiana. Infatti, nell’ottobre del 2018 c’è stata l’approvazione del Decreto Sicurezza ed Immigrazione, tramutato in legge a fine novembre, che ha reso più stringenti le condizioni per il conseguimento della cittadinanza italiana. Il Decreto Sicurezza ed Immigrazione ha previsto anche la possibilità di revocare la cittadinanza a chi l’ha acquisita in caso di reati legati al terrorismo. La revoca si può mettere in pratica fino ai tre anni dalla condanna definitiva per questa tipologia di reati. Il decreto sicurezza ha infine prolungato da 24 a 48 mesi il termine per la conclusione dei procedimenti di concessione della cittadinanza, allungando i tempi per l’acquisizione della cittadinanza. Se i contenuti di Avvocato Pitorri Roma Cittadinanza Italiana sono stati di piacevole interesse, condivideteli nei vostri social e con i vostri contatti.

Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale


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L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Romaha una specializzazione anche nel Diritto Matrimoniale. Il matrimonio “tradizionale” resta al centro del diritto di famiglia, nonostante la società offra nuove sfide e nuovi modelli, alternativi al matrimonio classico, che ha attraversato le epoche e la storia. Inoltre, è dal matrimonio che si originano alcuni istituti giuridici che danno completezza alla disciplina.

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In questo articolo dal titolo Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale sarà possibile trovare informazioni sugli elementi caratteristici del matrimonio e le implicazioni giurisprudenziali che ne conseguono. Il matrimonio è un istituto da cui nascono effetti giuridici condizionanti per sempre o per un lungo periodo sulla vita affettiva ed economica dei contraenti. L’articolo 29 della Costituzione afferma come la famiglia “legittima” sia quella basata sul matrimonio. La parola “matrimonio” è indica le nozze, l’atto attraverso il quale viene realizzata la società coniugale, e il rapporto che ne consegue per gli sposi. In Pitorri Diritto Matrimoniale, poi, il lettore potrà trovare specificati quelli che sono i requisiti necessari perché possa realizzarsi un matrimonio. E’ il codice civile, nell’articolo 86, che regolamenta la questione e identifica nella libertà di stato il primo requisito importante. Secondo tale principio non può sposarsi chi è legato da un precedente matrimonio a meno che: il precedente vincolo sia stato annullato o risulti nullo; il vincolo si sia sciolto per via del divorzio; il coniuge sia morto. La libertà di stato per la legge civile, fa riferimento anche alla situazioni di coloro che abbiano celebrato il matrimonio solo in chiesa, senza la trascrizione dell’atto presso gli uffici comunali. Continuando con la lettura di Jacopo Maria Pitorri Diritto Matrimoniale si chiarisce anche la differenza tra il concetto di matrimonio nullo e annullabile. A tal proposito, un matrimonio risulta nullo se contratto senza di libertà di stato, cioè quando uno o entrambi i coniugi risultano vincolati da precedenti nozze non ancora annullate o sciolte. Pertanto, il matrimonio può essere impugnato in qualunque momento, non solo dai coniugi e dal pubblico ministero, ma da chiunque vi abbia interesse. Secondo la legge italiana questo matrimonio non esiste, non deve essere sciolto con il divorzio non ha alcun effetto legale. Si possono concretizzare anche altri casi di nullità del matrimonio. Essi sono i seguenti: una delle parti risulta incapace di intendere e di volere; uno dei coniugi è affetto da incapacità naturale; difetto d’età prevista dal codice; esistenza di legame di parentela, affinità, adozione o affiliazione.

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Diversa, invece, è la condizione di  invalidità, che si realizza perché il consenso di uno o di entrambi i coniugi è stato estorto con violenza, con paura o per errore. E’ invalido anche il matrimonio realizzato con la simulazione, quando i coniugi si sposano, ma con l’accordo di non ottemperare agli obblighi e di non esercitare i diritti che ne derivano. Sussistono, però, altri requisiti per cui un matrimonio possa essere dichiarato valido. Essi sono: il raggiungimento della maggiore età (art 84 c.c.), la capacità di intendere e di volere (art. 85 c.c.), l’assenza di commixtio sanguinis (art. 89 c.c.), per cui una donna che abbia già contratto matrimonio non può sposarsi nuovamente se non dopo trecento giorni dallo scioglimento o annullamento del matrimonio precedente, (al fine di non dubitare della paternità di un eventuale nascituro), fatto salvo il caso in cui il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza di uno dei coniugi. Nel seguente articolo, denominato Pitorri Diritto Matrimoniale, poi, si specificano anche tutti quei casi per cui può sussistere un impedimento al matrimonio. Nello specifico, le cause di impedimento al matrimonio previste dal codice civile italiano riguardano soprattutto il divieto di contrarre matrimonio: tra parenti (art. 87 c.c.) ed in particolare tra genitori e figli, fratelli e sorelle figli della stessa madre, ma di padre diverso, che figli dello stesso padre, ma di madre diversa; tra zio e nipote; suocero e nuora; genero e suocera; cognato e cognata (anche se in queste ultime tre situazioni, il Tribunale può prevedere una dispensa); adottante e adottato; figli adottivi della stessa persona; adottato e coniuge dell’adottante; adottante e coniuge dell’adottato; tra una persona condannata per omicidio tentato o consumato ed il coniuge della vittima. Dunque, il diritto matrimoniale è una materia complessa e strutturata, ma in Pitorri Diritto Matrimoniale è stato possibile chiarire al meglio le questioni che ad esso si legano, sottolineando quanto sia fondamentale essere sostenuti da un legale esperto nel settore. Se i contenuti rinvenuti in Pitorri Diritto Matrimoniale sono stati di vostro interesse, provate a condividerli con i vostri contatti e all’interno dei vostri social.

Iacopo Maria Pitorri Nulla Osta Ricongiungimento Familiare

Lasciare la propria terra per cercare migliori condizioni di vita in un altro contesto, non è mai facile. Così, allo scopo di conservare e tutelare l’unione della famiglia, tutti i cittadini extracomunitari, legalmente presenti sul territorio di uno Stato, possono godere del ricongiungimento familiare. Nel seguente articolo, denominato Iacopo Maria Pitorri Nulla Osta Ricongiungimento Familiare, si potranno trovare le giuste informazioni sull’argomento.

Il Ricongiungimento Familiare è un istituto mediante il quale il cittadino extracomunitario, in possesso di un permesso di soggiorno CE per permanenza di lungo periodo o inferiore ad un anno, ottenuto per motivi di studio, lavoro, asilo, familiari, religiosi o per ragioni di protezione sussidiaria, può richiedere l’ingresso dei congiunti che si trovano nel contesto di origine. Continuando con la lettura dell’articolo Iacopo Maria Pitorri Nulla Osta Ricongiungimento Familiare è possibile sapere come si potrà godere di questo diritto. La pratica del nulla osta per ricongiungimento familiare è da presentare allo Sportello unico per l’immigrazione, che ha sede presso la Prefettura del luogo di residenza. La richiesta si può effettuare unicamente online, mediante il sito internet del Ministero dell’Interno. Il nulla osta per ricongiungimento familiare può essere richiesto per chiedere l’arrivo nel contesto ospitante per le seguenti categorie: coniuge maggiorenne non separato; figli minorenni non sposati, seppur nati al di fuori del matrimonio, se l’altro genitore manifesta il suo consenso; figli maggiorenni a carico che, portatori di una forma di disabilità, non possono sostenersi in modo indipendente; genitori a carico che non abbiano figli nel paese di origine; genitori ultrasessantacinquenni gravemente malati e per cui gli altri figli non possono provvedere al sostentamento.


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Trascorsi i 180 giorni dalla richiesta, lo Sportello Unico provvederà al rilascio del nulla osta o al suo respingimento, comunicando l’esito al Consolato del luogo di residenza del familiare da ricongiungere. Si può ottenere il nulla osta per il ricongiungimento familiare per coppie civili e di fatto? A tal proposito, l’Avvocato Pitorri all’interno dell’articolo Iacopo Maria Pitorri Nulla Osta per Ricongiungimento Familiare, fa riferimento alla Circolare numero 3511 del Ministero dell’Interno del 5 Agosto 2016. Quest’ultima specifica che il nulla osta per ricongiungimento familiare come il permesso di soggiorno, può essere richiesto per le coppie di fatto o per le unioni civili. Infatti, le unioni civili sono state legalizzate in Italia nel maggio 2016, grazie alla Legge Cirinnà (la numero 76 del 20 maggio 2016). Pertanto, anche lo straniero in possesso di un regolare permesso di soggiorno può avanzare richiesta di nulla osta per ricongiungimento familiare con il partner dello stesso sesso, straniero e non residente in Italia, in seguito alla contrazione di un’unione civile. La possibilità per il coniuge di poter richiedere il ricongiungimento anche in caso di unione civile o con coniuge dello stesso sesso rappresenta un’importante apertura, in grado di eliminare al meglio le differenze di trattamento rispetto alle unioni tradizionali. Infatti, la peculiarità essenziale della pratica del ricongiungimento è la tutela dell’unita e dell’integrità della famiglia. Proprio per questo motivo non poteva restare esclusiva unica della famiglia tradizionale. Infatti, negli ultimi anni, l’Avvocato Pitorri, in questo contenuto denominato Iacopo Maria Pitorri Nulla Osta Ricongiungimento Familiare, ha riconosciuto che il concetto di famiglia ha subito un’importante estensione giuridica, culturale e sociale, trascendendo dal concetto di famiglia nel senso originario del termine. E non sarebbe potuto essere diversamente, tenendo conto delle grandi sfide che, ogni giorno e da tempo, la società sta affrontando. Una società sempre più multietnica e variegata, che non poteva restare ferma su posizioni e principi che, a lungo andare sarebbero stati obsoleti e assolutamente superati. Pertanto, leggendo Iacopo Maria Pitorri Nulla Osta Ricongiungimento Familiare e condividendo sui social, è possibile diffondere informazioni su una pratica, oggi sempre più richiesta e consueta.

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Il fenomeno migratorio è sempre più al centro delle cronache quotidiane. Sono molte le difficoltà che si legano ad uno spostamento, poiché questo presuppone un allontanamento dalla famiglia, dalle proprie radici, tradizioni ed affetti.

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Pertanto, la giurisprudenza ha deciso di ammorbidire il distacco e prevedere una soluzione per riunire il nucleo familiare. Continuando con la lettura Avvocato Pitorri Roma Ricongiungimento Familiare, verrà specificato di cosa si tratta. Il Ricongiungimento Familiare è un istituto attraverso il quale il cittadino extracomunitario, in possesso di un permesso di soggiorno CE per permanenza di lungo periodo o inferiore ad un anno, conseguito per diverse ragioni (studio, lavoro, asilo, motivi familiari, questione religiose o di protezione sussidiaria), può richiedere l’ingresso dei congiunti rimasti nel contesto di partenza. Grazie al titolo di Avvocato Pitorri Roma Ricongiungimento Familiare, l’Avvocato Pitorri offre la sua consulenza al fine di completare l’iter burocratico per ottenere il riconoscimento di questo istituto. La pratica del ricongiungimento familiare è da espletare presso lo Sportello unico per l’immigrazione, che ha sede presso la Prefettura del luogo di residenza.

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La richiesta si può effettuare unicamente online, mediante il sito internet del Ministero dell’Interno. Il ricongiungimento familiare può essere praticato per le seguenti categorie di congiunti: coniuge maggiorenne non separato; figli minorenni non sposati, seppur nati al di fuori del matrimonio, se l’altro genitore manifesta il suo consenso; figli maggiorenni a carico che, portatori di una forma di disabilità, non possono sostenersi in modo indipendente; genitori a carico che non abbiano figli nel paese di origine; genitori ultrasessantacinquenni gravemente malati e per cui gli altri figli non possono provvedere al sostentamento. A 180 giorni dalla richiesta del ricongiungimento, lo Sportello Unico provvederà al rilascio del nulla osta o al respingimento dello, comunicando l’esito al Consolato presente sul luogo di residenza del familiare da ricongiungere. All’interno dell’articolo Avvocato Pitorri Roma Ricongiungimento Familiare, l’Avvocato Pitorri aggiunge un’importante novità. L’esistenza della Circolare numero 3511 del Ministero dell’Interno del 5 Agosto 2016 apre la pratica per ricongiungimento familiare alle coppie di fatto e alle unioni civili. Le unioni civili sono diventate legge in Italia nel maggio 2016, con l’entrata in vigore della Legge Cirinnà (la numero 76 del 20 maggio 2016). Alla luce di questo evento giurisprudenziale, anche lo straniero in possesso di un regolare permesso di soggiorno può avanzare richiesta di ricongiungimento familiare con il partner dello stesso sesso, straniero e non residente in Italia, in seguito alla contrazione di un’unione civile. La possibilità per il coniuge di poter richiedere il ricongiungimento anche in caso di unione civile o con coniuge dello stesso sesso rappresenta un’importante apertura, in grado di eliminare al meglio le differenze di trattamento rispetto alle unioni tradizionali. Infatti, la peculiarità essenziale della pratica del ricongiungimento è la tutela dell’unita e dell’integrità della famiglia. Proprio per questo motivo non poteva restare esclusiva unica della famiglia tradizionale. Infatti, negli ultimi anni, l’Avvocato Pitorri, in questo contenuto denominato non a caso Avvocato Pitorri Roma Ricongiungimento Familiare, ha sottolineato che il concetto di famiglia ha subito un’importante estensione giuridica, culturale e sociale, trascendendo dal concetto di famiglia nel senso originario del termine. E non sarebbe potuto essere diversamente, viste le grandi sfide che, ogni giorno e da tempo, la società sta affrontando. Una società sempre più multietnica e variegata, che non poteva restare ferma su posizioni e principi che, a lungo andare sarebbero stati obsoleti e assolutamente superati. Per approfondire le vostre conoscenze o saperne di più, consultate l’articolo Avvocato Pitorri Roma Ricongiungimento Familiare e condividete sui vostri social o con i vostri contatti.

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Con l’articolo Pitorri Carta di Soggiorno Illimitata si vuole diffondere informazioni su un importante documento, in grado di  permettere agli stranieri extracomunitari di regolarizzare la loro permanenza sul suolo di arrivo, in conformità a quanto previsto dalla legge.

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Il numero degli immigrati è cresciuto molto negli ultimi anni e l’immigrazione è divenuta un fenomeno in costante evoluzione. L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri è molto sensibile a queste tematiche; esperto anche in diritto dell’immigrazione, mette a frutto le sue competenze anche in questo particolare settore. In modo specifico, in questo articolo, denominato Pitorri Carta di Soggiorno illimitata, verrà approfondita l’importanza di questo importante documento. Entrato in vigore nel gennaio 2007 in sostituzione della “Carta di soggiorno per cittadini stranieri”, il “Permesso di soggiorno CE 2020” ha una validità illimitata, a tempo indeterminato, utile per chi decide di soggiornare in Italia per periodi prolungati. L’istanza per l’ottenimento del Permesso di soggiorno CE 2020 può essere presentata alla posta, al Comune (se dotato di questo servizio) o al Patronato. Inoltre, la richiesta del Permesso di soggiorno CE 2020 può essere avanzata qualora sia attestata la presenza del cittadino straniero in Italia da almeno 5 anni e se si dimostra la conoscenza effettivamente provata della lingua italiana per un livello A2.


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Questa disposizione è in vigore dal 9 dicembre 2010. La prova che documenta la reale conoscenza della lingua italiana può essere dimostrata in diversi modi: presentando copia della licenza media, del Diploma di scuola superiore o l’iscrizione presso un ateneo italiano; presentando copia di un’attestazione rilasciata da un Centro provinciale per l’Istruzione degli Adulti in seguito alla frequenza di un corso e che dimostri il raggiungimento del livello A2 o anche superiore della lingua italiana; presentando copia della certificazione rilasciata da uno dei quattro Enti certificatori (o da soggetti convenzionati) legittimati dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (IT Università di Roma Tre, PLIDA Società Dante Alighieri, CILS Università per stranieri di Siena, CELI Università per stranieri di Perugia) a seguito del superamento dell’esame finale; attraverso il superamento di un Test ministeriale organizzato dalla Prefettura e dedicato ai richiedenti del Permesso di Soggiorno CE.

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Ovviamente, la procedura di dimostrazione della conoscenza della lingua italiana non è richiesta a coloro che necessitano semplicemente di aggiornamento o duplicato del Permesso stesso e a tutti coloro che presentano le certificazioni appena elencate, oltre che dai soggetti di età inferiore ai 14 anni. Per i cittadini che, invece, devono accedere al test è necessario presentare richiesta per il soggiorno e disporre della seguente documentazione: documento di identità, dati di residenza, domicilio e permesso di soggiorno valido. Inoltrata la richiesta, il cittadino dovrà attendere la lettera su cui sarà indicato il Centro per l’istruzione degli adulti presso cui effettuare il test, con l’indicazione del giorno dell’ora. La lettera della Prefettura dovrà essere mostrata il giorno dell’esame, accompagnata da un valido documento d’identità. L’esame sarà considerato superato qualora si ottenga almeno l’80% del punteggio complessivo. In caso di risultato positivo, la richiesta per l’ottenimento del Permesso di Soggiorno CE a scadenza illimitata va avanti automaticamente. Per conoscere meglio gli altri requisiti necessari per conseguire la carta, sarà importante continuare con la lettura di Pitorri Carta di Soggiorno Illimitata. Altro requisito fondamentale è il possesso di un reddito minimo pari all’assegno sociale previsto per l’anno (780 euro, in questo caso). In relazione al reddito disponibile, c’è un’ulteriore specifica da sottolineare. Se, infatti, il cittadino straniero fa richiesta del Permesso di soggiorno CE 2020 per sé stesso e per i suoi congiunti, il reddito dovrà essere pari o addirittura superiore al valore dell’assegno sociale annuo previsto, con una maggiorazione del 50% per ogni familiare per cui si presenta l’istanza. Se, invece, il cittadino ne fa richiesta e ha due o più figli di età inferiore ai 14 anni, il reddito dovrà essere pari o superiore al doppio dell’importo previsto nell’anno dall’assegno sociale. Dunque, il cittadino richiedente potrà avanzare istanza di Permesso di Soggiorno CE 2020 oltre che per sé stesso anche: per il coniuge maggiorenne da cui non si è legalmente separati; per i figli minorenni anche nati fuori dal matrimonio e appartenenti solo ad uno dei coniugi; per i figli che abbiano raggiunto la maggiore età, ma siano affetti da invalidità totale; per i genitori a proprio carico. Inoltre, l’Avvocato Pitorri segnala, all’interno di Pitorri Carta di Soggiorno Illimitata, i vantaggi che si possono ottenere grazie alla carta di soggiorno illimitata. Oltre alla scadenza indefinita e alla possibilità di un soggiorno in Italia a tempo indeterminato, il Permesso di soggiorno CE 2020 rappresenta anche il documento valido per l’identificazione personale per una durata di 5 anni; permette l’ingresso in Italia senza la necessità di avere un visto e di poter partecipare alla vita pubblica del posto di residenza; permette al richiedente di lavorare più liberamente e di poter usufruire dei servizi messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione. Se, invece, il Permesso di Soggiorno CE è rilasciato da un altro stato dell’UE, il cittadino straniero potrà restare in Italia per un periodo superiore ai 3 mesi per motivi di studio, lavoro o di piacere. Quest’ultima condizione, però, è realizzabile soltanto se il cittadino avrà a disposizione le adeguate risorse economiche per vivere e un’assicurazione sanitaria. Tema di grande interesse, con Pitorri Carta di Soggiorno Illimitata, il lettore verrà guidato alla presentazione dell’istanza per il conseguimento della carta di soggiorno illimitata. La richiesta del Permesso di Soggiorno CE 2020 può essere effettuata mediante la compilazione dell’apposito kit dedicato e rintracciabile presso gli uffici postali che prevedano questo servizio. Il kit contiene 2 moduli. Il modulo 1 è da compilare obbligatoriamente, mentre il modulo 2 è da presentare solo se il richiedente presenta un reddito oppure ha bisogno di un permesso per lavorare. Qualora la richiesta di permesso riguardi anche i propri congiunti, il cittadino straniero dovrà inviare un modulo per ogni componente, tranne per i figli di età inferiore ai 14 anni. Quando il minore avrà compiuto i 14 anni otterrà un Permesso di soggiorno CE per motivi familiari, mentre al raggiungimento della maggiore età gli sarà rilasciato un Permesso di Soggiorno CE per altri motivi (lavoro, studio….). Se, invece, si tratta di una richiesta di rinnovo, sarà importante mettere nella busta la copia del permesso – carta di soggiorno per cui effettuare l’aggiornamento. Inoltre, la richiesta del permesso dovrà essere accompagnata dai seguenti documenti: copia del passaporto o di un documento di identità in corso di validità; copia della dichiarazione dei redditi; certificato casellario giudiziale e certificato delle iscrizioni in riferimento ai procedimenti penali; possesso di un alloggio adeguato; copia della busta paga dell’anno di riferimento; certificato di residenza e stato di famiglia; pagamento del bollettino per il permesso di soggiorno elettronico dal costo di 30,46 euro e del contrassegno telematico, che ammonta a 16,00 euro. L’intero costo della raccomandata ammonta a 30,00 euro. Inoltre, si dovrà effettuare un pagamento pari a: 70,46 euro, per rinnovo del permesso per un periodo superiore ai tre mesi e sino ad un anno; 80,46 euro per rinnovo in un periodo compreso tra uno e due anni; 130,46 euro per la richiesta del Permesso di Soggiorno CE e se ne avanzano istanza anche dirigenti e lavoratori specializzati. Sono, invece, esonerati dal pagamento le seguenti categorie di persone: soggetti di età inferiore ai 18 anni; cittadini stranieri che hanno necessità di un duplicato o di una conversione; cittadini stranieri che devono sottoporsi a visite o cure mediche con i loro accompagnatori; i richiedenti che godono di una forma di protezione internazionale; richiedenti con familiari già cittadini comunitari. Inoltre, in Pitorri Carta di Soggiorno Illimitata, l’Avvocato Pitorri evidenzia quei casi per i quali il documento non può essere ottenuto. Infatti, non può essere avanzata richiesta di Permesso di soggiorno illimitato per i seguenti motivi: studio, formazione e attività di ricerca scientifica; protezione e rifugio; asilo, poiché in attesa di un permesso di soggiorno di breve durata. Inoltre, diplomatici, consoli e  rappresentanti di organizzazioni internazionali di natura universale non godono del diritto di richiesta del permesso di soggiorno illimitato. Seppur di durata indeterminata, il permesso può essere soppresso qualora si realizzi una delle seguenti condizioni: espulsione; mancanza dei requisiti necessari per il suo rilascio; assenza dai territori UE per un periodo superiore ai 12 mesi consecutivi; assenza dall’Italia per più di 6 anni; rilascio dello stesso permesso da parte di un altro paese UE; accertamento del conseguimento del permesso in modo illecito. Se anche voi avete necessità di ottenere una carta di soggiorno illimitata, approfondite ogni informazione leggendo Pitorri Carta di Soggiorno Illimitata e condividete con i vostri contatti.

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Avv. Pitorri Jacopo Maria Roma Diritto Matrimoniale

Grazie al titolo di Avv. Pitorri Jacopo Maria Roma Diritto Matrimoniale, l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri opera  anche nel settore Diritto Matrimoniale. La società attuale parla di forme alternative di famiglia e di matrimonio, rispetto a al tradizionale. Tuttavia, nonostante i nuovi segnali, il matrimonio tradizionale resta l’elemento centrale del diritto di famiglia.

Infatti, dal matrimonio nascono alcuni istituti giuridici che danno completezza alla disciplina. All’interno di questa intervista, dal titolo Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale, sarà proprio l’Avvocato Jacopo Maria Pitorri a mettere a disposizione del lettore le sue competenze, che  troverà informazioni sugli elementi caratteristici del matrimonio e le implicazioni giurisprudenziali che ne conseguono. Infatti, matrimonio è un istituto da cui nascono effetti giuridici condizionanti per sempre o per un lungo periodo sulla vita affettiva ed economica dei contraenti. Ma ora è il momento di lasciare la parola all’Avvocato Iacopo Maria Pitorri.

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Domanda: Buongiorno Avvocato, grazie al titolo di Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale, lei è la persona giusta che può chiarire l’argomento del matrimonio. Potrebbe, per prima cosa, spiegarci cos’è il matrimonio?

Risposta: La risposta a questa prima domanda arriva direttamente dalla Costituzione. Infatti, proprio nell’articolo 29 si afferma come la famiglia “legittima” sia quella basata sul matrimonio. La parola “matrimonio” indica le nozze, l’atto attraverso il quale viene realizzata la società coniugale, e il rapporto che ne consegue per gli sposi. 

Domanda: Quali sono i requisiti che il diritto matrimoniale prevede perché si possa avere accesso al matrimonio?

Risposta: Questa volta, è il codice civile, nell’articolo 86, a darci la giusta risposta. Esso regolamenta la questione e identifica nella libertà di stato il primo requisito importante. 

Domanda: Cosa si intende per libertà di stato nel diritto matrimoniale?


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Risposta: La libertà di Stato è quella condizione per cui non può sposarsi chi è legato da un precedente matrimonio. Sono fatti salvi i casi per cui il precedente vincolo sia stato annullato o risulti nullo; il vincolo si sia sciolto per via del divorzio; il coniuge sia morto. La libertà di stato per la legge civile, fa riferimento anche alla situazioni di coloro che abbiano celebrato il matrimonio solo in chiesa, senza la trascrizione dell’atto presso gli uffici comunali. 

Domanda. A proposito del concetto di nullo e nullità. Avvocato, ci spiega la differenza tra un matrimonio nullo e annullabile?

Risposta: In questa intervista, che voi avete intitolato Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale, è importante risaltare questa differenza. Un matrimonio risulta nullo se realizzatosi senza di libertà di stato, cioè quando uno od entrambi i coniugi risultano vincolati da precedenti nozze non ancora annullate o sciolte. Pertanto, il matrimonio può essere impugnato in qualunque momento, non solo dai coniugi e dal pubblico ministero, ma da chiunque vi abbia interesse. Secondo la legge italiana questo matrimonio non esiste, non deve essere sciolto con il divorzio, poiché non ha alcun effetto legale. Si possono concretizzare anche altri casi di nullità del matrimonio. Essi sono i seguenti: una delle parti risulta incapace di intendere e di volere; uno dei coniugi è affetto da incapacità naturale; difetto d’età prevista dal codice; esistenza di legame di parentela, affinità, adozione o affiliazione. Diversa, invece, è la condizione di  invalidità, che si realizza perché il consenso di uno o di entrambi i coniugi è stato estorto con violenza, con paura o per errore. E’ invalido anche il matrimonio realizzato con la simulazione, quando i coniugi si sposano, ma con l’accordo di non ottemperare agli obblighi e di non esercitare i diritti che ne derivano. Sussistono, però, altri requisiti per cui un matrimonio possa essere dichiarato valido. Essi sono: il raggiungimento della maggiore età (art 84 c.c.), la capacità di intendere e di volere ( art. 85 c.c.), l’assenza di commixtio sanguinis (art. 89 c.c.), per cui una donna che abbia già contratto matrimonio non può sposarsi nuovamente se non dopo trecento giorni dallo scioglimento o annullamento del matrimonio precedente, (al fine di non dubitare della paternità di un eventuale nascituro), fatto salvo il caso in cui il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza di uno dei coniugi. 

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Domanda: L’elenco dei casi è davvero ben nutrito e una spiegazione a riguardo ha chiarito le diverse questioni. Ci possono essere anche situazioni che possono impedire il matrimonio secondo il diritto matrimoniale?

Risposta: Certamente. E i casi di impedimento sono molti. Nello specifico, le cause di impedimento al matrimonio previste dal codice civile italiano riguardano soprattutto il divieto di contrarre matrimonio: tra parenti (art. 87 c.c.) ed in particolare tra genitori e figli, fratelli e sorelle figli della stessa madre, ma di padre diverso, che figli dello stesso padre, ma di madre diversa; tra zio e nipote; suocero e nuora; genero e suocera; cognato e cognata (anche se in queste ultime tre situazioni, il Tribunale può prevedere una dispensa); adottante e adottato; figli adottivi della stessa persona; adottato e coniuge dell’adottante; adottante e coniuge dell’adottato; tra una persona condannata per omicidio tentato o consumato ed il coniuge della vittima. 

Dunque, il diritto matrimoniale è una materia complessa e strutturata, ma in Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale è stato possibile chiarire al meglio le questioni che ad esso si legano, sottolineando quanto sia fondamentale essere sostenuti da un legale esperto nel settore. 

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Avv. Pitorri Roma Jacopo Maria Cittadinanza Italiana

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri (anche Avv. Pitorri Jacopo Maria Roma) opera anche nel settore del diritto dell’Immigrazione, essendo molto sensibile ad una tematica, sempre attuale e stringente.

Con la sua attività anche nel settore dell’immigrazionistica, l’Avvocato Pitorri mostra sostegno alle categorie più deboli e fragili. In Jacopo Maria Pitorri Cittadinanza Italiana è possibile sapere come uno straniero extracomunitario può ottenere la Cittadinanza Italiana. La cittadinanza italiana si ottiene, generalmente, secondo il principio dello ius sanguinis, dunque perché si è figli di almeno un genitore italiano. Ci sono, però, anche situazioni in cui è possibile ottenerla per altre motivazioni. Continuando con la lettura dell’articolo Jacopo Maria Pitorri Cittadinanza Italiana si possono approfondire informazioni a riguardo. E’ possibile definire il concetto di cittadinanza come lo status del cittadino che gode dei diritti civili e politici. Inoltre, può avanzare richiesta della cittadinanza italiana l’individuo straniero o apolide che sia sposato con un italiano. La richiesta può essere avanzata a ventiquattro mesi dalla presenza nel nostro paese, secondo quanto previsto dalla legge. I tempi si dimezzano in caso ci siano figli avuti o adottati con il coniuge e si modificano con il modificarsi delle situazioni per cui si fa richiesta. In questo contenuto, che porta il titolo di Jacopo Maria Pitorri Cittadinanza Italiana, è possibile conoscere anche quali devono essere i requisiti per poter aspirare al conseguimento della Cittadinanza Italiana.

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A tal proposito, è fondamentale chiarire che i requisiti richiesti cambiano a seconda delle situazioni che vive l’immigrato extracomunitario. Tuttavia, l’elemento decisivo e comune è la comprovata residenza legale sul suolo italiano. La domanda può essere avanzata: dopo dieci anni di presenza in Italia, qualora si tratti di cittadini extracomunitari; ne bastano, invece, quattro per i cittadini comunitari; dopo tre anni se si è nati in Italia o si è discendenti di cittadini italiani fino al secondo grado di parentela; dopo cinque anni se la persona ha lavorato per lo stato, è stata adottata da maggiorenne, è apolide o rifugiato politico o i suoi genitori sono naturalizzati italiani. La richiesta per il conseguimento della cittadinanza può essere inoltrata solo online, dopo essersi registrati sul sito del Ministero dell’Interno. La domanda dovrà essere accompagnata dai seguenti allegati: la marca da bollo da sedici euro, un documento di riconoscimento, l’atto di nascita, il certificato penale del paese di origine e la ricevuta del pagamento di duecento euro previsto dalla legge. L’avvocato Pitorri, in questo contenuto dal titolo Pitorri Cittadinanza Italiana, spiega anche i motivi per cui è possibile perdere la cittadinanza italiana. Questa situazione può realizzarsi quando: c’è la revoca dell’affido al bambini adottato; se un soggetto lavora per uno stato in guerra con l’Italia o fa parte di un ente internazionale che non include la partecipazione del nostro paese; quando il soggetto consegue una cittadinanza straniera, con automatica privazione anche per il figlio minorenne; quando il soggetto chiude i rapporti con l’Italia. Si può riottenere la cittadinanza italiana se si presta servizio militare, se si ha un impiego pubblico, o se si risiede da un anno consecutivo nel paese. Se il soggetto intratteneva un rapporto di lavoro per un altro ente o Stato, deve dimostrare di aver abbandonato la carica precedente e vivere in Italia da almeno due anni. In questo caso, sarà sufficiente presentare al sindaco del comune dove si vive la dichiarazione di residenza. Entro trenta giorni questi ne darà comunicazione al Prefetto e, a meno che non ci siano opposizioni da parte del Ministero dell’Interno, la cittadinanza si ottiene nuovamente decorso il tempo legale della residenza in Italia. Se i contenuti del seguente articolo Pitorri Cittadinanza Italiana sono stati utili, condividete il pezzo sui vostri social e con i vostri contatti.

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Esperto anche in diritto dell’Immigrazione e autore di un libro sulla Cittadinanza del Mondo, l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri mette a disposizione le sue competenze del lettore. Infatti, nell’articolo Avvocato Pitorri Roma Carta di Soggiorno Illimitata c’è la volontà di guidare gli stranieri extracomunitari che, vivendo lo spaesamento dovuto dall’esperienza migratoria, desiderano conseguire il documento che permette loro la permanenza, secondo quanto previsto dalla legge.

Il fenomeno migratorio è un argomento di sempre maggiore attualità. L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri segue questo settore con particolare dedizione, mettendo a disposizione la sua professionalità a favore degli immigrati extracomunitari. Questo contenuto, dal titolo Avvocato Pitorri Roma Carta di Soggiorno illimitata, approfondisce, tra le altre cose, l’importanza di questo fondamentale documento. Istituito nel gennaio 2007 in sostituzione della “Carta di soggiorno per cittadini stranieri”, il “Permesso di soggiorno CE 2020” ha una validità illimitata, a tempo indeterminato, utile per chi decide di soggiornare in Italia per periodi prolungati. L’istanza per l’ottenimento del Permesso di soggiorno CE 2020 può essere presentata alla posta, al Comune (se dotato di questo servizio) o al Patronato. Inoltre, la richiesta del Permesso di soggiorno CE 2020 può essere avanzata qualora sia attestata la presenza del cittadino straniero in Italia da almeno 5 anni e se si dimostra la conoscenza effettivamente provata della lingua italiana per un livello A2. Questa disposizione è in vigore dal 9 dicembre 2010. La prova che documenta la reale conoscenza della lingua italiana può essere dimostrata in diversi modi: presentando copia della licenza media, del Diploma di scuola superiore o l’iscrizione presso un ateneo italiano; presentando copia di un’attestazione rilasciata da un Centro provinciale per l’Istruzione degli Adulti in seguito alla frequenza di un corso e che dimostri il raggiungimento del livello A2 o anche superiore della lingua italiana; presentando copia della certificazione rilasciata da uno dei quattro Enti certificatori (o da soggetti convenzionati) legittimati dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (IT Università di Roma Tre, PLIDA Società Dante Alighieri, CILS Università per stranieri di Siena, CELI Università per stranieri di Perugia) a seguito del superamento dell’esame finale; attraverso il superamento di un Test ministeriale organizzato dalla Prefettura e dedicato ai richiedenti del Permesso di Soggiorno CE. Ovviamente, la procedura di dimostrazione della conoscenza della lingua italiana non è richiesta a coloro che necessitano semplicemente di aggiornamento o duplicato del Permesso stesso e a tutti coloro che presentano le certificazioni appena elencate, oltre che dai soggetti di età inferiore ai 14 anni. Per i cittadini che, invece, devono accedere al test è necessario presentare richiesta per il soggiorno e disporre della seguente documentazione: documento di identità, dati di residenza, domicilio e permesso di soggiorno valido. Inoltrata la richiesta, il cittadino dovrà attendere la lettera su cui sarà indicato il Centro per l’istruzione degli adulti presso cui effettuare il test, con l’indicazione del giorno dell’ora. La lettera della Prefettura dovrà essere mostrata il giorno dell’esame, accompagnata da un valido documento d’identità.


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L’esame sarà considerato superato qualora si ottenga almeno l’80% del punteggio complessivo. In caso di risultato positivo, la richiesta per l’ottenimento del Permesso di Soggiorno CE a scadenza illimitata va avanti automaticamente. Continuando con la lettura di Avvocato Pitorri Roma Carta di Soggiorno Illimitata, è possibile conoscere gli altri requisiti necessari per ottenere questo importante documento. Altro requisito fondamentale è il possesso di un reddito minimo pari all’assegno sociale previsto per l’anno (780 euro, in questo caso). In relazione al reddito disponibile, c’è un’ulteriore specifica da sottolineare. Se, infatti, il cittadino straniero fa richiesta del Permesso di soggiorno CE 2020 per sé stesso e per i suoi congiunti, il reddito dovrà essere pari o addirittura superiore al valore dell’assegno sociale annuo previsto, con una maggiorazione del 50% per ogni familiare per cui si presenta l’istanza. Se, invece, il cittadino ne fa richiesta e ha due o più figli di età inferiore ai 14 anni, il reddito dovrà essere pari o superiore al doppio dell’importo previsto nell’anno dall’assegno sociale. Dunque, il cittadino richiedente potrà avanzare istanza di Permesso di Soggiorno CE 2020 oltre che per sé stesso anche: per il coniuge maggiorenne da cui non si è legalmente separati; per i figli minorenni anche nati fuori dal matrimonio e appartenenti solo ad uno dei coniugi; per i figli che abbiano raggiunto la maggiore età, ma siano affetti da invalidità totale; per i genitori a proprio carico. Inoltre, l’Avvocato Pitorri segnala, in Avvocato Pitorri Roma Carta di Soggiorno Illimitata, evidenzia i vantaggi di cui si può beneficiare grazie alla carta di soggiorno illimitata. Oltre alla scadenza indefinita e alla possibilità di un soggiorno in Italia a tempo indeterminato, il Permesso di soggiorno CE 2020 rappresenta anche il documento valido per l’identificazione personale per una durata di 5 anni; permette l’ingresso in Italia senza la necessità di avere un visto e di poter partecipare alla vita pubblica del posto di residenza; permette al richiedente di lavorare più liberamente e di poter usufruire dei servizi messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione. Se, invece, il Permesso di Soggiorno CE è rilasciato da un altro stato dell’UE, il cittadino straniero potrà restare in Italia per un periodo superiore ai 3 mesi per motivi di studio, lavoro o di piacere. Quest’ultima condizione, però, è realizzabile soltanto se il cittadino avrà a disposizione le adeguate risorse economiche per vivere e un’assicurazione sanitaria. Nel seguente articolo, denominato Avvocato Pitorri Roma Carta di Soggiorno Illimitata, il lettore verrà guidato alla presentazione dell’istanza per il conseguimento della carta di soggiorno illimitata. La richiesta del Permesso di Soggiorno CE 2020 può essere effettuata mediante la compilazione dell’apposito kit dedicato e rintracciabile presso gli uffici postali che prevedano questo servizio. Il kit contiene 2 moduli. Il modulo 1 è da compilare obbligatoriamente, mentre il modulo 2 è da presentare solo se il richiedente presenta un reddito oppure ha bisogno di un permesso per lavorare. Qualora la richiesta di permesso riguardi anche i propri congiunti, il cittadino straniero dovrà inviare un modulo per ogni componente, tranne per i figli di età inferiore ai 14 anni. Quando il minore avrà compiuto i 14 anni otterrà un Permesso di soggiorno CE per motivi familiari, mentre al raggiungimento della maggiore età gli sarà rilasciato un Permesso di Soggiorno CE per altri motivi (lavoro, studio….). Se, invece, si tratta di una richiesta di rinnovo, sarà importante mettere nella busta la copia del permesso – carta di soggiorno per cui effettuare l’aggiornamento. Inoltre, la richiesta del permesso dovrà essere accompagnata dai seguenti documenti: copia del passaporto o di un documento di identità in corso di validità; copia della dichiarazione dei redditi; certificato casellario giudiziale e certificato delle iscrizioni in riferimento ai procedimenti penali; possesso di un alloggio adeguato; copia della busta paga dell’anno di riferimento; certificato di residenza e stato di famiglia; pagamento del bollettino per il permesso di soggiorno elettronico dal costo di 30,46 euro e del contrassegno telematico, che ammonta a 16,00 euro. L’intero costo della raccomandata ammonta a 30,00 euro. Inoltre, si dovrà effettuare un pagamento pari a: 70,46 euro, per rinnovo del permesso per un periodo superiore ai tre mesi e sino ad un anno; 80,46 euro per rinnovo in un periodo compreso tra uno e due anni; 130,46 euro per la richiesta del Permesso di Soggiorno CE e se ne avanzano istanza anche dirigenti e lavoratori specializzati. Sono, invece, esonerati dal pagamento le seguenti categorie di persone: soggetti di età inferiore ai 18 anni; cittadini stranieri che hanno necessità di un duplicato o di una conversione; cittadini stranieri che devono sottoporsi a visite o cure mediche con i loro accompagnatori; i richiedenti che godono di una forma di protezione internazionale; richiedenti con familiari già cittadini comunitari. Proseguendo, poi, con la lettura Avvocato Pitorri Roma Carta di Soggiorno Illimitata, è possibile sapere quali sono i casi che non permettono di ottenere questo documento. Infatti, non può essere avanzata richiesta di Permesso di soggiorno illimitato per i seguenti motivi: studio, formazione e attività di ricerca scientifica; protezione e rifugio; asilo, poiché in attesa di un permesso di soggiorno di breve durata. Inoltre, diplomatici, consoli e  rappresentanti di organizzazioni internazionali di natura universale non godono del diritto di richiesta del permesso di soggiorno illimitato. Seppur di durata indeterminata, il permesso può essere soppresso qualora si realizzi una delle seguenti condizioni: espulsione; mancanza dei requisiti necessari per il suo rilascio; assenza dai territori UE per un periodo superiore ai 12 mesi consecutivi; assenza dall’Italia per più di 6 anni; rilascio dello stesso permesso da parte di un altro paese UE; accertamento del conseguimento del permesso in modo illecito. Se i contenuti di Avvocato Pitorri Roma Carta di Soggiorno Illimitata sono stati di vostro gradimento, condividete con i vostri contatti e sui social.

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