Avv. Pitorri Roma Cittadinanza Italiana per Nascita

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma opera anche nell’ambito del Diritto dell’Immigrazione, considerato un’autentica missione. Infatti, l’Avvocato Pitorri mostra grande sensibilità per queste tematiche, così delicate, che coinvolgono categorie di persone fragili, deboli e bisognose di supporto.


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Si tratta di persone che hanno difficoltà nell’integrarsi sul suolo italiano e che non capiscono bene la lingua italiana. In questo contenuto, che abbiamo intitolato Pitorri Cittadinanza Italiana per nascita, l’Avvocato Pitorri Roma si sofferma su questo particolare tema e spiega quanto connesso al concetto di cittadinanza da conseguire per nascita. Il tema della Cittadinanza, poi, è stato oggetto di un libro da parte dell’Avvocato Iacopo Maria Pitorri. Si parla di cittadinanza italiana per nascita o ius sanguinis se la trascrizione della nascita negli appositi registri civili si è realizzata proprio in Italia. Nel seguente articolo, dal titolo Avvocato Pitorri Cittadinanza e Avv. Pitorri Roma Cittadinanza italiana per nascita, sarà possibile sapere cosa bisogna fare per conseguire tale status.

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Se la richiesta arriva da genitori sposati, sarà necessario presentare i seguenti documenti: 1.Domanda di trascrizione di nascita del figlio, firmata dal genitore di cittadinanza italiana. La domanda deve essere accompagnata dalle copie dei passaporti di entrambi i genitori; 2. Estratto internazionale dell’atto di nascita, che non necessita di traduzione. Nel caso in cui la richiesta arrivi da una coppia non sposata, la trascrizione del bambino all’interno dei registri civili italiani potrà avvenire attraverso la presentazione della copia integrale dell’atto di nascita ed dell’atto di riconoscimento. Documenti, quest’ultimi, che dovranno essere, a cura dell’interessato (anche se minorenne), tradotti in lingua italiana. In Pitorri Cittadinanza Italiana per nascita è poi specificato che il bambino potrà acquisire la cittadinanza italiana anche se nato da genitori stranieri; è il caso dello “ius Soli” ma questa eventualità potrà realizzarsi soltanto in due casi: 1. figli nati da genitori apolidi, senza cittadinanza; 2. figli di genitori sconosciuti. Infine, il bambino che non rientra in queste due categorie, ma è nato in Italia, ha la possibilità di acquistare la cittadinanza italiana solo nei seguenti casi: uno dei genitori acquista la cittadinanza italiana; fa espressa richiesta, una volta raggiunta la maggiore età, in conformità a quanto previsto dalla legge; risiede legalmente nel territorio italiano da almeno 3 anni. Il cosiddetto Ius Soli è oggetto di molti dibattiti in tv e nella vita di ogni giorno e questo articolo, dal titolo Pitorri Cittadinanza Italiana per nascita, è stata la giusta occasione anche per chiarire questo aspetto. Dunque, se avete trovato interessante e di vostro gradimento Pitorri Cittadinanza Italiana per nascita, potreste condividere l’articolo sui social e diffonderlo tra i vostri contatti. 

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Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale


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L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Romaha una specializzazione anche nel Diritto Matrimoniale. Il matrimonio “tradizionale” resta al centro del diritto di famiglia, nonostante la società offra nuove sfide e nuovi modelli, alternativi al matrimonio classico, che ha attraversato le epoche e la storia. Inoltre, è dal matrimonio che si originano alcuni istituti giuridici che danno completezza alla disciplina.

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In questo articolo dal titolo Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale sarà possibile trovare informazioni sugli elementi caratteristici del matrimonio e le implicazioni giurisprudenziali che ne conseguono. Il matrimonio è un istituto da cui nascono effetti giuridici condizionanti per sempre o per un lungo periodo sulla vita affettiva ed economica dei contraenti. L’articolo 29 della Costituzione afferma come la famiglia “legittima” sia quella basata sul matrimonio. La parola “matrimonio” è indica le nozze, l’atto attraverso il quale viene realizzata la società coniugale, e il rapporto che ne consegue per gli sposi. In Pitorri Diritto Matrimoniale, poi, il lettore potrà trovare specificati quelli che sono i requisiti necessari perché possa realizzarsi un matrimonio. E’ il codice civile, nell’articolo 86, che regolamenta la questione e identifica nella libertà di stato il primo requisito importante. Secondo tale principio non può sposarsi chi è legato da un precedente matrimonio a meno che: il precedente vincolo sia stato annullato o risulti nullo; il vincolo si sia sciolto per via del divorzio; il coniuge sia morto. La libertà di stato per la legge civile, fa riferimento anche alla situazioni di coloro che abbiano celebrato il matrimonio solo in chiesa, senza la trascrizione dell’atto presso gli uffici comunali. Continuando con la lettura di Jacopo Maria Pitorri Diritto Matrimoniale si chiarisce anche la differenza tra il concetto di matrimonio nullo e annullabile. A tal proposito, un matrimonio risulta nullo se contratto senza di libertà di stato, cioè quando uno o entrambi i coniugi risultano vincolati da precedenti nozze non ancora annullate o sciolte. Pertanto, il matrimonio può essere impugnato in qualunque momento, non solo dai coniugi e dal pubblico ministero, ma da chiunque vi abbia interesse. Secondo la legge italiana questo matrimonio non esiste, non deve essere sciolto con il divorzio non ha alcun effetto legale. Si possono concretizzare anche altri casi di nullità del matrimonio. Essi sono i seguenti: una delle parti risulta incapace di intendere e di volere; uno dei coniugi è affetto da incapacità naturale; difetto d’età prevista dal codice; esistenza di legame di parentela, affinità, adozione o affiliazione.

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Diversa, invece, è la condizione di  invalidità, che si realizza perché il consenso di uno o di entrambi i coniugi è stato estorto con violenza, con paura o per errore. E’ invalido anche il matrimonio realizzato con la simulazione, quando i coniugi si sposano, ma con l’accordo di non ottemperare agli obblighi e di non esercitare i diritti che ne derivano. Sussistono, però, altri requisiti per cui un matrimonio possa essere dichiarato valido. Essi sono: il raggiungimento della maggiore età (art 84 c.c.), la capacità di intendere e di volere (art. 85 c.c.), l’assenza di commixtio sanguinis (art. 89 c.c.), per cui una donna che abbia già contratto matrimonio non può sposarsi nuovamente se non dopo trecento giorni dallo scioglimento o annullamento del matrimonio precedente, (al fine di non dubitare della paternità di un eventuale nascituro), fatto salvo il caso in cui il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza di uno dei coniugi. Nel seguente articolo, denominato Pitorri Diritto Matrimoniale, poi, si specificano anche tutti quei casi per cui può sussistere un impedimento al matrimonio. Nello specifico, le cause di impedimento al matrimonio previste dal codice civile italiano riguardano soprattutto il divieto di contrarre matrimonio: tra parenti (art. 87 c.c.) ed in particolare tra genitori e figli, fratelli e sorelle figli della stessa madre, ma di padre diverso, che figli dello stesso padre, ma di madre diversa; tra zio e nipote; suocero e nuora; genero e suocera; cognato e cognata (anche se in queste ultime tre situazioni, il Tribunale può prevedere una dispensa); adottante e adottato; figli adottivi della stessa persona; adottato e coniuge dell’adottante; adottante e coniuge dell’adottato; tra una persona condannata per omicidio tentato o consumato ed il coniuge della vittima. Dunque, il diritto matrimoniale è una materia complessa e strutturata, ma in Pitorri Diritto Matrimoniale è stato possibile chiarire al meglio le questioni che ad esso si legano, sottolineando quanto sia fondamentale essere sostenuti da un legale esperto nel settore. Se i contenuti rinvenuti in Pitorri Diritto Matrimoniale sono stati di vostro interesse, provate a condividerli con i vostri contatti e all’interno dei vostri social.

Avv. Pitorri Jacopo Maria Roma Diritto Matrimoniale

Grazie al titolo di Avv. Pitorri Jacopo Maria Roma Diritto Matrimoniale, l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri opera  anche nel settore Diritto Matrimoniale. La società attuale parla di forme alternative di famiglia e di matrimonio, rispetto a al tradizionale. Tuttavia, nonostante i nuovi segnali, il matrimonio tradizionale resta l’elemento centrale del diritto di famiglia.

Infatti, dal matrimonio nascono alcuni istituti giuridici che danno completezza alla disciplina. All’interno di questa intervista, dal titolo Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale, sarà proprio l’Avvocato Jacopo Maria Pitorri a mettere a disposizione del lettore le sue competenze, che  troverà informazioni sugli elementi caratteristici del matrimonio e le implicazioni giurisprudenziali che ne conseguono. Infatti, matrimonio è un istituto da cui nascono effetti giuridici condizionanti per sempre o per un lungo periodo sulla vita affettiva ed economica dei contraenti. Ma ora è il momento di lasciare la parola all’Avvocato Iacopo Maria Pitorri.

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Domanda: Buongiorno Avvocato, grazie al titolo di Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale, lei è la persona giusta che può chiarire l’argomento del matrimonio. Potrebbe, per prima cosa, spiegarci cos’è il matrimonio?

Risposta: La risposta a questa prima domanda arriva direttamente dalla Costituzione. Infatti, proprio nell’articolo 29 si afferma come la famiglia “legittima” sia quella basata sul matrimonio. La parola “matrimonio” indica le nozze, l’atto attraverso il quale viene realizzata la società coniugale, e il rapporto che ne consegue per gli sposi. 

Domanda: Quali sono i requisiti che il diritto matrimoniale prevede perché si possa avere accesso al matrimonio?

Risposta: Questa volta, è il codice civile, nell’articolo 86, a darci la giusta risposta. Esso regolamenta la questione e identifica nella libertà di stato il primo requisito importante. 

Domanda: Cosa si intende per libertà di stato nel diritto matrimoniale?


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Risposta: La libertà di Stato è quella condizione per cui non può sposarsi chi è legato da un precedente matrimonio. Sono fatti salvi i casi per cui il precedente vincolo sia stato annullato o risulti nullo; il vincolo si sia sciolto per via del divorzio; il coniuge sia morto. La libertà di stato per la legge civile, fa riferimento anche alla situazioni di coloro che abbiano celebrato il matrimonio solo in chiesa, senza la trascrizione dell’atto presso gli uffici comunali. 

Domanda. A proposito del concetto di nullo e nullità. Avvocato, ci spiega la differenza tra un matrimonio nullo e annullabile?

Risposta: In questa intervista, che voi avete intitolato Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale, è importante risaltare questa differenza. Un matrimonio risulta nullo se realizzatosi senza di libertà di stato, cioè quando uno od entrambi i coniugi risultano vincolati da precedenti nozze non ancora annullate o sciolte. Pertanto, il matrimonio può essere impugnato in qualunque momento, non solo dai coniugi e dal pubblico ministero, ma da chiunque vi abbia interesse. Secondo la legge italiana questo matrimonio non esiste, non deve essere sciolto con il divorzio, poiché non ha alcun effetto legale. Si possono concretizzare anche altri casi di nullità del matrimonio. Essi sono i seguenti: una delle parti risulta incapace di intendere e di volere; uno dei coniugi è affetto da incapacità naturale; difetto d’età prevista dal codice; esistenza di legame di parentela, affinità, adozione o affiliazione. Diversa, invece, è la condizione di  invalidità, che si realizza perché il consenso di uno o di entrambi i coniugi è stato estorto con violenza, con paura o per errore. E’ invalido anche il matrimonio realizzato con la simulazione, quando i coniugi si sposano, ma con l’accordo di non ottemperare agli obblighi e di non esercitare i diritti che ne derivano. Sussistono, però, altri requisiti per cui un matrimonio possa essere dichiarato valido. Essi sono: il raggiungimento della maggiore età (art 84 c.c.), la capacità di intendere e di volere ( art. 85 c.c.), l’assenza di commixtio sanguinis (art. 89 c.c.), per cui una donna che abbia già contratto matrimonio non può sposarsi nuovamente se non dopo trecento giorni dallo scioglimento o annullamento del matrimonio precedente, (al fine di non dubitare della paternità di un eventuale nascituro), fatto salvo il caso in cui il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza di uno dei coniugi. 

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Domanda: L’elenco dei casi è davvero ben nutrito e una spiegazione a riguardo ha chiarito le diverse questioni. Ci possono essere anche situazioni che possono impedire il matrimonio secondo il diritto matrimoniale?

Risposta: Certamente. E i casi di impedimento sono molti. Nello specifico, le cause di impedimento al matrimonio previste dal codice civile italiano riguardano soprattutto il divieto di contrarre matrimonio: tra parenti (art. 87 c.c.) ed in particolare tra genitori e figli, fratelli e sorelle figli della stessa madre, ma di padre diverso, che figli dello stesso padre, ma di madre diversa; tra zio e nipote; suocero e nuora; genero e suocera; cognato e cognata (anche se in queste ultime tre situazioni, il Tribunale può prevedere una dispensa); adottante e adottato; figli adottivi della stessa persona; adottato e coniuge dell’adottante; adottante e coniuge dell’adottato; tra una persona condannata per omicidio tentato o consumato ed il coniuge della vittima. 

Dunque, il diritto matrimoniale è una materia complessa e strutturata, ma in Avv. Pitorri Roma Diritto Matrimoniale è stato possibile chiarire al meglio le questioni che ad esso si legano, sottolineando quanto sia fondamentale essere sostenuti da un legale esperto nel settore. 

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Avv. Pitorri Roma Permesso di Soggiorno

Tra le competenze dell’Avvocato Iacopo Maria Pitorri vi è anche una specializzazione in diritto dell’Immigrazione. Molto vicino e sensibile a queste tematiche, in questa intervista dal titolo Avv. Pitorri Roma Permesso di Soggiorno, l’Avvocato Pitorri fornirà un approfondimento sulla questione dei permessi di soggiorno. 

Domanda: Avvocato Pitorri, approfittando di questa intervista che reca proprio il titolo di Avv. Pitorri Roma Permesso di Soggiorno, ci può spiegare la normativa legata al rilascio dei permessi per gli stranieri extracomunitari?

Risposta: Il permesso di soggiorno è regolamentato dall’articolo 5 del “Testo Unico dell’Immigrazione” e viene rilasciato in Italia dalle Questure, che si trovano nelle province di residenza dello straniero. Il richiedente straniero che ha un’età superiore ai 16 anni e che per la prima volta fa ingresso sul suolo italiano firma insieme allo Stato sia l’accordo di integrazione sia l’istanza di permesso di soggiorno

Domanda: Entro quanti giorni dall’arrivo lo straniero extracomunitario dovrà avanzare istanza per ottenere il permesso di soggiorno?

Risposta: La richiesta del permesso di soggiorno va effettuata entro 8 giorni lavorativi, ad esclusione della domenica e dei festivi.

Domanda: Che durata ha un permesso di soggiorno?

Risposta: Il permesso di soggiorno ha una durata pari a quella dettata dal visto di soggiorno e si differenzia a seconda dei casi

Domanda: Avendo scelto come titolo dell’intervista Avv. Pitorri Roma Permesso di Soggiorno, può illustrare le diverse casistiche possibili?

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Risposta: Certamente. La durata del permesso di soggiorno si declina nei seguenti casi: 1. Tre mesi se il soggiorno è dovuto a motivi di salute (visite mediche), affari o turismo; 2. Nove mesi per lo svolgimento di un’attività lavorativa di carattere stagionale; 3. Un anno qualora il richiedente debba frequentare un corso di studio o di formazione professionale per l’ottenimento di certificati professionali; 4. Un anno, da rinnovare di volta in volta, per corsi che durano per più anni; 5. Due anni per l’espletamento di un’attività professionale di carattere autonomo o sottoposto, sia esso a tempo determinato o indeterminato. La stessa durata è prevista per i ricongiungimenti familiari: 6. Per altri casi, la durata sarà stabilita a seconda delle necessità, secondo quanto previsto dal Testo Unico dell’Immigrazione. 

Approfondisci sul saggio dell’Avvocato Pitorri. Lo trovi qui

Domanda: Il Permesso di soggiorno è rinnovabile?

Risposta: Sì, ma seguendo alcune condizioni particolari. Infatti, il cittadino extracomunitario dovrà fare richiesta di rinnovo con un anticipo di almeno 60 giorni, termine utili per la verifica dei requisiti necessari.

Domanda: Dove va inoltrata la richiesta?

Risposta: La richiesta di rinnovo va inoltrata presso la Questura competente nella provincia di residenza. 

Domanda: In Avv. Pitorri Roma Permesso di Soggiorno può spiegarci come si effettua la conversione della tipologia di permesso di cui si dispone?

Risposta: La conversione della tipologia di permesso di soggiorno di cui si è in possessp va effettuata attraverso la richiesta del nulla osta presso lo Sportello Unico per l’immigrazione della Prefettura, presente sul territorio di residenza del richiedente. Ottenuto il nulla osta, la questura provvederà alla conversione. Tuttavia, la conversione andrà a buon fine se esistono le adeguate quote di ingresso contenute nel decreto flussi e se il permesso di cui si è in possesso sia ancora valido. Sono previste diverse tipologie di conversione: il permesso per studio o formazione può essere trasformato in permesso di soggiorno per lo svolgimento di una professione di carattere autonomo o subordinato; il permesso per lavoro stagionale può essere modificato in permesso di lavoro subordinato a tempo indeterminato o per contratto dalla durata di almeno un anno se si realizzano due condizioni essenziali: se il richiedente è in Italia per un lavoro stagionale da due anni consecutivamente e se in possesso di un permesso di soggiorno valido; se il richiedente si trova in Italia per un lavoro stagionale e, al termine della prima fase di lavoro stagionale concessa, possiede un permesso di soggiorno valido. 

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Domanda: Grazie per la disponibilità. Se le farà piacere, potrà condividere quest’intervista con i suoi contatti

Risposta: Certamente, sarà mia cura diffondere questa intervista dal titolo Avv. Pitorri Roma Permesso di Soggiorno nei miei canali e tra i miei contatti professionali e privati.

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Avvocato Pitorri Roma Cittadinanza Italiana per Matrimonio

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma, tra le altre specializzazioni, vanta anche quella in diritto dell’Immigrazione. In una passata intervista, però, ha spesso chiarito che questa particolare tematica è vissuta da lui, più che altro, come una vera  e propria vocazione, e non solo come lavoro.

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Poi, l’Avvocato Pitorri (vedi Avv. Pitorri Roma Pubblicazioni) ha avuto modo di occuparsi del tema della Cittadinanza, attraverso la pubblicazione di un libro sulla Cittadinanza del mondo. In quest’intervista, dal titolo Pitorri Cittadinanza Italiana per Matrimonio, proprio l’Avvocato Pitorri Roma spiegherà come lo straniero extracomunitario potrà conseguire la cittadinanza italiana in seguito alla contrazione di un matrimonio. Continuando, pertanto, con la lettura di Pitorri Cittadinanza Italiana per Matrimonio, il lettore potrà approfondire informazioni a riguardo. 

Domanda: Buongiorno Avvocato, come avviene il conseguimento della cittadinanza italiana in seguito alla contrazione di un matrimonio?

Risposta: Il cittadino straniero che si unisce in matrimonio con un cittadino italiano può avanzare richiesta per il conseguimento della cittadinanza italiana a due anni dall’unione coniugale. I tempi si dimezzano, invece, qualora la coppia avesse messo al mondo e adottato un bambino. 

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Domanda: L’iter burocratico richiede molto tempo per il suo espletamento?

Risposta: Beh, sì. Le procedure richiedono tempi lunghi. Pertanto, sarà buona norma muoversi in tempo e preparare tutti i documenti. 

Domanda: Pitorri Cittadinanza Italiana per Matrimonio può diventare una guida per chi vuole avviare le pratiche di richiesta. Potrebbe indicare quali sono i documenti più importanti da allegare alla richiesta?

Risposta: Certificato di nascita e documento penale del paese di origine sono i primi documenti utili da preparare per inoltrare la richiesta di cittadinanza in seguito ad un matrimonio. Sono entrambi documenti che richiedono lunghi tempi di preparazione, poiché devono avere due importanti requisiti: la traduzione in lingua italiana da parte di un traduttore autorizzato dalla Rappresentanza italiana nel paese oppure da una persona che non condivide rapporti di parentela con il richiedente e la legalizzazione. 

Domanda: L’avvio della pratica necessita altri documenti?

Risposta: Assolutamente sì. Proprio questa intervista, dal titolo Pitorri Cittadinanza Italiana per Matrimonio, diventa l’occasione per segnalare tutti i documenti necessari, da allegare, fotocopiare e scansionare. L’elenco è un po’ lungo e va specificato punto per punto. Si ha bisogno di inoltrare: il permesso di soggiorno di lungo periodo o la carta di soggiorno; il passaporto del paese di origine; la carta d’identità o la patente in corso di validità; l’atto integrale del matrimonio oppure l’estratto di matrimonio; il bollettino postale che attesti il versamento di 250 euro, che è il contributo ministeriale per la pratica di cittadinanza; diploma di studio o attestazione di conoscenza della lingua italiana almeno al livello B1; indirizzo mail PEC. La marca da bollo di 16 euro completerà la richiesta.

Domanda: Quanto è importante rivolgersi ad un avvocato immigrazionista in questi casi?

Risposta: La consulenza di un legale esperto diventa decisiva poiché, come si è potuto notare dal contenuto Pitorri Cittadinanza Italiana per Matrimonio, l’iter è complesso e strutturato. La consulenza di un avvocato esperto evita errori, disguidi e mancanze che potrebbero compromettere il buon esito della pratica. 

Domanda: Grazie per tutti i chiarimenti. Sarebbe buona cosa se ci aiutasse a diffondere L’intervista Cittadinanza Italiana per Matrimonio 

Risposta: Assolutamente sì. Sarà mia cura diffondere questa intervista nei miei social e tra i miei contatti. 

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Jacopo Maria Pitorri Cittadinanza Italiana per Matrimonio

La cittadinanza italiana può essere richiesta da un cittadino straniero se esso contrae matrimonio con un cittadino italiano. Vediamo in questo articolo quali sono i documenti da presentare per la domanda e come vanno somministrati. Affrontiamo il discorso facendo aiutare dall’Avvocato Iacopo Maria Pitorri riportando alcune informazioni tratte dai suoi blog ufficiali. Leggi l’articolo Jacopo Maria Pitorri Cittadinanza Italiana per Matrimonio

Se una persona di cittadinanza straniera contrae matrimonio con un cittadino italiano, essa potrà richiedere la cittadinanza italiana che tra le altre cose non prevede la perdita di quella originaria. In Italia infatti, la legge di cittadinanza n. 91 del 1992 prevede e rispetta la doppia cittadinanza laddove essa non viene ovviamente negata dai Paesi d’origine. Nell’articolo Pitorri Cittadinanza Italiana per Matrimonio ci occupiamo non di requisiti ma di documentazione necessaria alla richiesta (per saperne di più sui requisiti da rispettare per ottenere la cittadinanza per matrimonio, segui le altre news). 

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Per poter procedere alla richiesta di cittadinanza per matrimonio è necessario presentare: 

  • il certificato di nascita legalizzato comprensivo di traduzione legalizzata
  • il certificato penale del paese di origine o dei paesi terzi in cui si è risieduto
  • la ricevuta del versamento di 250€ previsto dalla legge 94/2009 modificato dal Decreto Legge n. 113/2018, sul C/C n. 809020 
  • marca da bollo da 16 euro

Il certificato di nascita non deve essere allegato se la nascita è avvenuta e registrata in Italia. Per le donne che acquisiscono il cognome del coniuge occorre presentare il certificato estero di matrimonio. Se il cittadino straniero è apolide o rifugiato, egli dovrà allegare alla domanda il certificato di riconoscimento dello status di apolide o rifugiato riservandosi inoltre di presentare la copia originale presso gli uffici preposti. Nel caso in cui non si abbia il certificato di nascita o ci si trovi nell’impossibilità di reperirlo, il cittadino dovrà produrre un atto di notorietà presso la Cancelleria degli uffici giudiziari ove verranno inserite le generalità proprie e dei genitori. Se si è in assenza di certificato penale, il soggetto dovrà produrre una dichiarazione sostitutiva sotto sua responsabilità nella quale dichiara se ha o non ha carichi pendenti. Infine è d’obbligo inserire nella domanda il certificato di conoscenza della lingua, richiesto nell’ambito del Decreto Sicurezza (legge n. 132/2018 (pubblicata sulla G.U. – serie generale – n. 281 del 03 dicembre 2018, convertito in Legge il c.d. D.L. sicurezza (D.L. n. 113/2018).


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Per i cittadini UE invece, a seguito dell’entrata in vigore del regolamento UE (16 febbraio 2019), non è più necessario allegare la legalizzazione o apostille nei certificati di nascita, penale e di matrimonio. 

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Credits video: Avv. Pitorri Roma Cittadinanza Italiana per Matrimonio

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