Dipartimento dell’Ufficio Statunitense di Democrazia, Diritti Umani e Lavoro

Il Dipartimento dell’Ufficio Statunitense di Democrazia, Diritti Umani e Lavoro, rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, si impegna a conoscere la verità e lo stato dei fatti in merito a tutte le sue inchieste sui diritti umani, ovvero alle relazioni annuali sulle condizioni dei diversi paesi. Più segnatamente, l’ufficio di presidenza si attiva per ostacolare e fermare gli abusi in corso; a tal fine ha realizzato concrete alleanze con organizzazioni impegnate a salvaguardare i diritti umani.

Specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che il Sottosegretario per la sicurezza civile, la democrazia e i diritti umani, è alla guida del Dipartimento per prevenire e contrastare le minacce alla sicurezza civile. Gli uffici che fanno capo al Sottosegretario, sono atti a promuovere la sicurezza degli americani, fornendo un grande aiuto ai paesi di tutto il mondo al fine di costruire società più democratiche, sicure, stabili e basate sulla giustizia.

Il Bureau of Democracy, Human Rights and Labour è sorto, fa presente l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, nel 1977, con l’obiettivo principale di aiutare a far progredire la libertà individuale e le libertà democratiche, in tutto il mondo. Si occupa, in particolar modo, delle libertà fondamentali enunciate nei documenti istitutori degli Stati Uniti e negli articoli complementari della Dichiarazione universale dei diritti umani, oltre ad altri impegni globali e regionali.

Democrazia e libertà, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, sono alla base del Dipartimento dell’Ufficio Statunitense di Democrazia, Diritti Umani e Lavoro, quali fonti da cui derivano i mezzi per combattere il terrorismo e la diffusione dell’autoritarismo. Ciò al fine di creare un mondo libero, pacifico e prospero a nome del popolo americano. Il Dipartimento utilizza una vasta gamma di strumenti, per far avanzare la libertà e la democrazia, compresa la diplomazia bilaterale, l’impegno multilaterale, l’assistenza straniera, i rapporti e l’apertura al pubblico e le sanzioni economiche. Gli Stati Uniti collaborano con partner democratici, organizzazioni internazionali e regionali, organizzazioni non governative e cittadini, impegnati a sostenere le aspirazioni di chi cerca la libertà.

Ogni anno, a far data dal 1977, il Dipartimento di Stato predispone un “Rapporto” sui diritti umani, in cui espone le violazioni degli stessi, ovunque si verifichino. In linea con il “Rapporto” in questione, coloro che disonorano il concetto di dignità umana, saranno certamente puniti. Oltre ciò, i loro abusi verranno scrupolosamente documentati e poi pubblicizzati. Tutto ciò è svolto dal Dipartimento, auspicando nel cambiamento. Il report 2019 è atto a valutare le pratiche di circa duecento paesi e territori, frutto della grande, proficua collaborazione  tra centinaia di ufficiali delle missioni degli Stati Uniti in tutto il mondo.

Lo scopo primario del Dipartimento, specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri è quello di identificare le sfide dei diritti umani e usare l’influenza e il potere americani per indurre ogni nazione verso pratiche migliori e più coerenti, in materia di diritti umani. Ad oggi, il Dipartimento di Stato continua a svolgere un ruolo di primo piano nel difendere i diritti umani, in tutto il mondo, facendo onore alla visione dei suoi fondatori ed esprimendo l’antica aspirazione americana, affinché tutti i popoli siano liberi. Pubblicando il rapporto, anche del 2019, viene distribuita la verità su quegli abusi che si verificano in tutto il mondo, al fine di migliorare la realtà.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri

Il Commissario Europeo per l’Occupazione, gli Affari Sociali e l’Integrazione

Il commissario europeo per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri è un membro della Commissione europea.

Attualmente, commissario è il lettone Valdis Dombrovskis per il Dialogo sociale, il finlandese Jyrki Katainen per il Lavoro e la belga Marianne Thyssen per l’Occupazione, gli Affari sociali, le Competenze e la Mobilità del lavoro.

Specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che al Commissario per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione fa capo la Direzione generale per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità. Si tratta di un organismo che svolge la propria attività per la creazione di maggiori e migliori posti di lavoro, di una società aperta e di pari opportunità per tutti.

Nell’ambito dell’Unione Europea, le politiche sociali e dell’occupazione sono atte ad apportare benefici concreti ai cittadini (ad esempio quando si tratta di cercare un lavoro, di trasferirsi in un altro Stato membro per motivi professionali o di altro genere, oppure di perfezionare le proprie competenze). In collaborazione con le amministrazioni nazionali, le parti sociali, le organizzazioni della società civile e altri interlocutori, la direzione generale affronta le sfide legate alla globalizzazione, all’invecchiamento della popolazione europea e alle mutevoli realtà sociali.

Rivestendo, il Commissario europeo per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione un ruolo di responsabilità, chiarisce l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, tra i suoi compiti vi è quello di vigilare ed intervenire in merito a strategie per l’occupazione ed il fondo sociale, anche con la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro. Il Commissario si occupa della libera circolazione dei lavoratori e coordinamento dei regimi previdenziali, il che significa che ogni cittadino dell’UE ha il diritto di lavorare e vivere in qualsiasi altro paese dell’UE, senza subire alcuno svantaggio dal punto di vista previdenziale (compresa l’assistenza sanitaria). Il Commissario contribuisce, inoltre, al miglioramento delle condizioni di lavoro, attraverso norme minime comuni per i luoghi di lavoro, nonché sostenendo e sviluppando il dialogo sociale a livello europeo, modernizzando le relazioni industriali e assistendo i lavoratori europei che desiderano spostarsi all’interno dell’UE. Si occupa, tra l’altro, dell’l’integrazione sociale, appoggiando gli sforzi finalizzati a combattere la povertà e l’emarginazione sociale, riformare i sistemi di protezione sociale, valutare i nuovi sviluppi demografici e sociali, combattere le discriminazioni, promuovere i diritti fondamentali e favorire l’integrazione dei disabili.

Evidenzia l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che, in linea con la politica di trasparenza della Commissione, i direttori generali pubblicano informazioni sulle riunioni tenute con organizzazioni professionali e lavoratori autonomi.

Non vi è dubbio, analizzando la situazione, che per affrontare il problema della disoccupazione, soprattutto giovanile, e tenere il passo delle economie emergenti, l’Europa debba rendere più dinamico il proprio mercato e puntare sull’eccellenza che deriva da solide basi di conoscenza. Sono necessari, in tal senso investimenti nel campo dell’istruzione e della ricerca, nonché politiche dell’occupazione che sappiano stare al passo coi cambiamenti e aiutino l’UE a superare definitivamente la crisi economica mondiale. I paesi dell’UE si muovono in stretta collaborazione per raccogliere questa sfida, definendo obiettivi e politiche comuni che si sostengono a vicenda. In tutto ciò, il ruolo del Commissario europeo per la occupazione, gli affari sociali e l’integrazione assume una particolare importanza nella gestione del sistema.

                                                                                                                                               Avvocato Iacopo Maria Pitorri

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite

Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, è un organismo sussidiario delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra. Trattandosi, nello specifico, di un organo sussidiario dell’Assemblea generale, lavora a stretto contatto con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.

In particolare, rammenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, dal 15 marzo 2006 ha sostituito la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (istituita nel 1946). Il Consiglio per i diritti umani, propriamente detto, costituisce uno dei tre organi per i diritti umani, basati sulla Carta delle Nazioni Unite, unitamente all’Esame Periodico Universale, nonché alle Procedure Speciali.

Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite è composto da quarantasette Stati, eletti a scrutinio segreto dall’Assemblea generale a maggioranza dei suoi membri. Come in altri organismi dell’ONU, si applica il principio dell’equa ripartizione geografica. Tredici Stati sono, quindi, africani, tredici asiatici, otto latino-americani, sei est-europei, sette europei occidentali e altri. I membri restano in carica tre anni e non sono rieleggibili. Al fine di assicurare un rinnovo periodico, nella prima composizione del Consiglio tredici Stati sono stati sorteggiati per essere sostituiti dopo un anno, e quattordici dopo due anni.

I membri eletti al Consiglio, rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, debbono contribuire ad affermare i più alti livelli nella promozione e protezione dei diritti umani. La Dichiarazione dei diritti dell’uomo evidenzia come la parità di condizioni debba essere assicurata a tutti, senza differenza alcuna, ma le vicende storiche testimoniano come tale condizione sia stata spesso negata e come, anche attualmente, vi siano dei luoghi nel mondo in cui parità e uguaglianza sono davvero utopie. La donna è stata ed è ancora oggetto di discriminazioni. Per tali ragioni risulta utile effettuare una breve ricognizione, che illustri tale stato di cose e l’opera del Consiglio si fa importante. Il mandato del Consiglio, invero, si sviluppa nel supervisionare il rispetto e le violazioni dei diritti umani in tutti gli stati aderenti alle Nazioni Unite (anche quelli che hanno votato contro la creazione del Consiglio), e informare l’opinione pubblica mondiale dello stato dei diritti umani nel mondo.

Il Consiglio ha ventinove rappresentanti, preposti alla verifica della violazione di ciascuno dei diritti umani. Questo importante organo, qualora ravvisasse violazioni dei diritti umani, in un paese, potrebbe aprire le cosiddette “procedure speciali”. L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri ricorda che l’apertura di una “procedura speciale” può essere richiesta da uno Stato membro o su segnalazione di un’organizzazione per il rispetto dei diritti umani; il consiglio delibera a maggioranza se si debba aprire o meno la procedura. Se viene aperta la procedura, un pool di esperti guidato da un rappresentante del consiglio si reca di persona nell’area interessata, al fine di verificare il rispetto dei diritti umani e le eventuali violazioni, per poi riferirne al Consiglio. Il Consiglio, a maggioranza, decide in base al rapporto fornito se si è verificata una violazione dei diritti umani. Può, pertanto, legittimamente imporre con una risoluzione il ripristino dei diritti umani violati. Precisa l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, tuttavia, che la risoluzione non è vincolante, ed il Consiglio non può imporre un embargo per la violazione dei diritti umani.

Attualmente gli Stati contro i quali è stata aperta una “procedura speciale ” sono dieci: Birmania, Burundi, Cambogia, Congo, Corea del Nord, Haiti, Israele, Somalia, Sudan ed Uzbekistan.

Il Consiglio dei diritti umani, alla conclusione del suo quinto periodo di sessioni, a Ginevra, ha deciso di interrompere l’incarico della denominata rappresentante personale dell’alta commissaria dei diritti umani per Cuba.

Ulteriormente, fa presente l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, questo organismo ONU ha attirato non poche critiche, a causa della presenza, tra i suoi membri, di numerosi stati non democratici al cui interno i diritti umani vengono palesemente violati (Cina, Russia, Arabia Saudita, Cuba, Pakistan ecc.).

                                                                                                                                               Avvocato Iacopo Maria Pitorri

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees), rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri,  è l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati. Ha per scopo quello di fornire loro protezione internazionale ed assistenza materiale, oltre a perseguire soluzioni durevoli per la loro drammatica condizione. L’UNHCR è, senza dubbio, la principale organizzazione al mondo impegnata in prima linea a salvare vite umane e a proteggere i diritti di milioni di rifugiati.

Questo importante organismo ONU, fondato il 14 dicembre 1950 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha iniziato a svolgere la sua attività dal 1° gennaio del 1951. Assiste, ad oggi, oltre sessanta milioni di persone. Ha vinto, rammenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, ben due premi Nobel per la pace (nel 1954 e nel 1981). L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, inoltre, conferisce annualmente il prestigioso “Premio Nansen per i Rifugiati”, precedentemente conosciuto come “Onorificenza Nansen” (intitolata a Fridtjof Nansen), a persone, o gruppi, che si siano distinti per “l’eccellente servizio alla causa dei rifugiati”.

Coloro che beneficiano dell’opera dell’UNHCR, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, sono i rifugiati, intesi (in virtù dello Statuto della Convenzione del 1951), come persone che, nel giustificato timore d’essere perseguitate per la propria razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale, ovvero a proprie opinioni politiche, si trovano fuori dello Stato di cui possiedono la cittadinanza e non possono domandare, per tale paura, la protezione di detto Stato. Oltre ciò, ne beneficia anche chiunque, essendo apolide e trovandosi fuori del suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi.

Ad usufruire dell’attività di tale, importante organizzazione mondiale, sono anche i rimpatriati: coloro che, essendo rifugiati, chiedono di poter tornare nel proprio paese d’origine. Vi sono, poi, i richiedenti asilo (coloro che, lasciato il loro paese d’origine e avendo inoltrato una richiesta d’asilo, sono in attesa di una risposta dal paese ospitante per ottenere lo status di rifugiato). Beneficiari sono, altresì, gli apolidi (coloro che non hanno la cittadinanza in nessuno Stato). Da ultimo, gli sfollati interni, coloro che sono costretti a spostarsi per conflitti o cause naturali all’interno della propria nazione.

Questa organizzazione, presente in centoventitré Paesi, nel mondo, ha, sotto la sua protezione, un numero smisurato di persone.

Per ciò che concerne la sua organizzazione, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, l’UNHCR è costituita da un Comitato Esecutivo (formato da settantanove membri), dall’Alto Commissario, dal Vice Alto Commissario e dall’Assistente Alto Commissario.

A livello, invece, di rappresentanze regionali, l’organizzazione opera in Europa meridionale, Europa centrale, Europa settentrionale, Europa occidentale, Africa orientale e Corno d’Africa, Africa australe, Africa centrale e la regione dei grandi laghi, Asia sudorientale, Asia dell’Est e la regione del Pacifico, Asia centrale, Asia meridionale, Americhe.
Avvocato Iacopo Maria Pitorri

L’UNESCO

L’UNESCO – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura – spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, sorta a Parigi 4 novembre 1946, è emersa dalla consapevolezza che gli accordi politici ed economici non sono sufficienti per costruire una pace duratura, posto che essa debba essere fondata sull’educazione, la scienza, la cultura e la collaborazione fra nazioni. Tutto ciò, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli, (senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione).

Successivamente, invero, alla grande perdita di vite umane, causate dai conflitti mondiali della prima metà del XX secolo, gli Stati delle Nazioni Unite hanno manifestato l’intenzione di istituire l’UNESCO con la seguente affermazione: “I Governi degli Stati membri della presente Convenzione, in nome dei loro popoli, dichiarano: che, poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace.”

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri spiega che l’UNESCO è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata con l’obiettivo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l’istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione per promuovere “il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali” (che sono affermate dalla Dichiarazione universale dei diritti umani).

I lavori preparatori di questa importante organizzazione umanitaria governativa sono iniziati tra il 16 novembre 1945 e il 4 novembre 1946, nell’ambito della Conferenza dei Ministri Alleati dell’Educazione (CAME). Detto gruppo di Ministri dell’Educazione dei Paesi Alleati contro il Nazismo, si è riunito, per la prima volta, a Londra nel 1942, in piena Seconda guerra mondiale. La Costituzione dell’UNESCO, firmata il 16 novembre 1945, è entrata in vigore il 4 novembre del 1946, dopo la ratifica da parte di venti Stati: Arabia Saudita, Australia, Brasile, Canada, Cecoslovacchia, Cina, Danimarca, Egitto, Francia, Grecia, India, Libano, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Stati Uniti d’America, Sudafrica e Turchia.

L’Italia è stata ammessa l’8 novembre 1947, all’unanimità, durante la seconda sessione della Conferenza Generale, che si è svolta a Città del Messico.  La sua ammissione è stata perfezionata subito dopo, il 27 gennaio 1948, con il deposito a Londra dello strumento di ratifica dell’Atto costitutivo dell’Organizzazione, da parte del nostro Governo. Questo riconoscimento ebbe il valore morale di un primo passo verso l’ammissione dell’Italia all’ONU

L’UNESCO, chiarisce l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, si impegna a costruire i presupposti per garantire la pace internazionale e la prosperità dei popoli, favorendo il dialogo interculturale, il rispetto dell’ambiente e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile. A tal fine, promuove, innanzitutto l’educazione in modo che ogni bambino, o ragazzo, possa accedere ad un’istruzione di qualità, come diritto umano fondamentale e come requisito essenziale per lo sviluppo della personalità. Si attiva, poi, per costruire la comprensione interculturale, anche tramite la protezione e la salvaguardia dei siti di eccezionale valore e bellezza, iscritti nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Persegue, inoltre, la cooperazione scientifica, per rafforzare i legami tra le nazioni e le società al fine di monitorare e prevenire le catastrofi ambientali e gestire le risorse idriche del pianeta. Da ultimo, protegge la libertà di espressione, come condizione essenziale per garantire la democrazia, lo sviluppo e la tutela della dignità umana.

Evidenzia l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che sono membri dell’UNESCO, all’aprile 2016, centonovantacinque Paesi, oltre dieci membri associati. La sede principale generale dell’UNESCO è a Parigi. Mette in pratica programmi di scambio educativo, scientifico e culturale da Uffici Regionali, che svolgono la propria attività su quasi la totalità del Pianeta. I progetti sponsorizzati dall’UNESCO comprendono programmi scientifici internazionali; programmi di alfabetizzazione, tecnici e di formazione degli insegnanti; progetti regionali e di storia culturale; e cooperazioni internazionali per conservare il patrimonio culturale e naturale del pianeta e per preservare i diritti umani.

 L’UNESCO fornisce fondi al Consiglio Internazionale per la Scienza. Tra le sue missioni, vi è quella di mantenere una lista di patrimoni dell’umanità. Questi sono siti importanti culturalmente o dal punto di vista naturalistico, la cui conservazione e sicurezza è ritenuta importante per la comunità mondiale.

Dal 2004 l’UNESCO promuove il Network delle Città creative.

L’UNESCO, infine, è rappresentata da propri ambasciatori e promuove il Forum Universale delle Culture.

                                                                                                                                               Avvocato Iacopo Maria Pitorri

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa

L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Organization for Security and Cooperation in Europe), altrimenti detta OSCE, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, è una organizzazione regionale per la promozione della pace, del dialogo politico, della giustizia e della cooperazione in Europa.

Attualmente conta cinquantasette paesi membri, che coprono l’area geografica da Vancouver a Vladivostok, ed è la più vasta organizzazione regionale per la sicurezza.

Questa organizzazione, specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, sorge dalla CSCE (la Conferenza sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa), che convocata per la prima volta a Helsinki, il 3 luglio 1973, è nata in pieno clima di “guerra fredda”. Ciò al fine di rafforzare il dialogo Est-Ovest: alla “conferenza”, invero, hanno preso parte, i rappresentanti di tutti i paesi europei (con l’eccezione dell’Albania), e gli inviati degli Stati Uniti d’America e dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

La funzione della CSCE di semplice “conferenza”, con il ruolo di “ponte” tra Est e Ovest è, tuttavia, cambiata radicalmente, con la caduta dei regimi comunisti dell’Europa orientale, alla fine degli anni ottanta, e con il riaffiorare di possibili crisi, nel corso degli anni novanta. La “conferenza”, allora ha iniziato ad assumere compiti concreti di prevenzione e composizione pacifica dei conflitti che si sono susseguiti nei paesi est europei, come conseguenza della disgregazione del blocco sovietico. Ha, inoltre, preso parte alla fase della ricostruzione seguita ai conflitti, nel tentativo di favorire il processo di transizione democratica dell’Europa dell’Est.

Successivamente a questi stravolgimenti geopolitici, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, la CSCE ha adottato, il 21 novembre del 1990, la “Carta di Parigi per una nuova Europa”, documento con il quale veniva di fatto riconosciuta la fine delle divisioni della guerra fredda.  Poi, il 13 ottobre 1993 le è stato riconosciuto lo status di osservatore dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

A partire dal 1° gennaio 1995, rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, la CSCE si è trasformata in un’organizzazione stabile, prendendo l’attuale denominazione di “Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa”.

Il principale organo è la Presidenza, che ha durata annuale, esercita funzioni di indirizzo, promuove il dialogo politico e ha la responsabilità dell’attività esecutiva dell’Organizzazione. Il Segretario Generale, invece, con mandato triennale, svolge funzioni di assistenza della Presidenza. Tra i suoi compiti, rientra anche la gestione delle strutture e delle missioni sul campo dell’OSCE.

Di particolare importanza, nel sistema OSCE, sono le tre istituzioni autonome: 1) l’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti dell’Uomo (ODIHR), con sede a Varsavia; 2) il Rappresentante per la Libertà dei Media, con sede a Vienna; 3) l’Alto Commissario per le Minoranze Nazionali, con sede a L’Aja.

L’OSCE, in buona sostanza, palesa l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, ha come obiettivo il mantenimento della pace e della sicurezza in Europa, intendendo quest’ultima non solo come assenza di conflitti armati, ma anche come presupposto per la difesa dei diritti dell’uomo, per strutture democratiche stabili all’interno di uno “Stato di diritto”, come pure per un concreto sviluppo economico e sociale e uno sfruttamento sostenibile delle risorse.

L’OSCE dispone di una propria rete di Missioni che operano, sulla base di diversi mandati, nei Balcani e Europa sudorientale, in Europa orientale e in Asia Centrale.

Ad oggi, l’OSCE è presente sul territorio con diciannove “missioni” operative, alle quali partecipano circa mille collaboratori internazionali. Rammenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che la prima missione operativa, di lunga, durata dell’OSCE è stata quella inviata nel 1992 nel Kosovo ( missione fallita a causa dello scoppio della guerra nella regione balcanica).

L’approccio dell’OSCE alla sicurezza è globale e cooperativo. Essa tratta un ampio ventaglio di questioni connesse con la sicurezza, inclusi il controllo degli armamenti, la diplomazia preventiva, le misure miranti a rafforzare la fiducia e la sicurezza, i diritti dell’uomo, la democratizzazione e la sicurezza economica e ambientale. Tutti gli Stati che partecipano alle attività dell’OSCE rivestono uno status paritario e le decisioni vengono adottate in base al principio del consenso.

L’attività dell’Organizzazione si esplica in tre settori fondamentali (detti “dimensioni”): la dimensione politico-militare, che affronta gli aspetti militari della sicurezza; la dimensione economico ambientale (che affronta prevalentemente i temi dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo economico); la dimensione umana, dedicata alle tematiche dello stato di diritto ed alla tutela dei diritti umani.

I Ministri degli Esteri degli Stati partecipanti dell’OSCE tengono riunioni annuali, denominate Consigli Ministeriali. I Capi di Stato e di Governo si possono riunire in un Vertice (l’ultimo si è tenuto ad Astana nel dicembre 2010). L’organo ordinario dell’OSCE, preposto alle consultazioni politiche ed al processo decisionale, è il Consiglio Permanente, ove si riuniscono i rappresentati permanenti degli Stati partecipanti.

La Presidenza in esercizio dell’OSCE ha la durata di un anno (1° gennaio/31 dicembre) ed è assunta dal Paese designato a tal fine, con decisione consensuale del Consiglio Ministeriale. La Presidenza coordina il processo decisionale e definisce le priorità dell’attività dell’OSCE. Alla Presidenza spettano, tra l’altro, i seguenti compiti: presiedere Vertici, Consiglio Ministeriale, Consiglio Permanente e organi sussidiari; assicurare il coordinamento e le consultazioni sugli affari correnti dell’OSCE; inviare al Consiglio Permanente progetti, rapporti e documenti di sintesi; sottoporre al Consiglio Permanente raccomandazioni su specifiche questioni; comunicare al Segretariato, alle istituzioni OSCE e alle missioni sul campo le decisioni di Vertici, Consiglio Ministeriale e Consiglio Permanente; curare le procedure relative alle nomine e alle assegnazioni; rappresentare l’OSCE all’esterno, in consultazione con gli Stati membri e avvalendosi dell’assistenza del Segretario Generale; nominare i Rappresentanti Speciali e Personali del Presidente in esercizio dell’OSCE.

Infine, specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, tra i compiti della Presidenza vi è la predisposizione dell’agenda settimanale del Consiglio Permanente, in collaborazione con il Segretariato OSCE, che coadiuva la Presidenza nello svolgimento delle sue attività. Alla prima riunione dell’anno del Consiglio Permanente partecipa il Ministro degli Esteri, come Presidente in esercizio; le altre sono, di regola, presiedute dal Rappresentante Permanente.

Nello svolgimento delle sue funzioni, la Presidenza in esercizio è assistita dal Segretariato dell’OSCE.

                                                                                                                                               Avvocato Iacopo Maria Pitorri

L’Associazione Nazionale per il Progresso della Gente di Colore

La National Association for the Advancement of Colored People (Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore), abbreviata NAACP, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, è una delle prime, più influenti, associazioni per i diritti civili negli Stati Uniti. Fondata in data 12 febbraio 1909 (centenario della nascita di Abramo Lincoln), al fine di aiutare gli afro-americani, ha la sua sede principale  a Baltimora, oltre ad altri uffici in numerosi stati degli Stati Uniti.

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri spiega che l’associazione, non governativa, ha suddiviso il territorio degli Stati Uniti in sette aree, cui corrispondono sette uffici regionali che, oltre quello di Baltimora, hanno sede a Los Angeles, New York, Highland Park (in Michigan), Denver, Atlanta e Houston. Ogni ufficio regionale coordina le conferenze statali appartenenti alla propria area. Le attività, invece, sono organizzate da capitoli locali, giovanili o universitari.

Specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che, dal punto di vista federale, la NAACP è amministrata da un consiglio composto da sessantaquattro membri, guidato da un presidente. Il presidente dell’associazione e l’amministratore delegato sono eletti dal consiglio. Gli ultimi presidenti sono stati Julian Bond, attivista per i diritti civili ed ex senatore dello stato della Georgia, fino al 2010; Roslyn Brock, dal 2010 al 2017, e l’attuale Leon W. Russell.

Importanti, dal punto di vista pratico-operativo, sono i dipartimenti interni alla NAACP. Si tratta di “Branch and Field Services” (servizi per le filiali e sul campo) e “Youth and College” (giovani e università). Il dipartimento legale si focalizza sui casi giudiziari di ampia applicazione sulle minoranze, quali discriminazioni sistematiche sul posto di lavoro, a scuola o da parte del governo. All’ufficio di Washington è assegnato il compito di “fare lobbing” sul governo federale, mentre il dipartimento sull’educazione si occupa di educazione a tutti i livelli: locale, statale e federale. La divisione sanitaria, infine, si occupa del miglioramento delle cure sanitarie per le minoranze, attraverso iniziative politiche pubbliche e interventi educativi.

Nel 1905, narra l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, un gruppo di trentadue importanti leader afroamericani si è incontrato per discutere delle sfide affrontate dalle persone di colore e individuare soluzioni e possibili strategie d’azione. Erano particolarmente preoccupati in merito alla revoca del diritto di voto ai neri, negli Stati Uniti meridionali, iniziata con l’approvazione di una nuova costituzione nel Mississippi, nel 1890.  Successivamente, poiché negli Stati Uniti vigeva la pratica della segregazione , il gruppo si è riunito in Canada, all’Erie Beach Hotel di Fort Erie, sul fiume Niagara, da cui il nome del movimento. Un anno dopo, si sono uniti al gruppo il giornalista William English Walling e gli assistenti sociali Mary White Ovington e Henry Moskowitz (tutti e tre bianchi). Il gruppo si è, quindi, riunito, nel 1906, a Harper’s Ferry, e l’anno seguente a Boston. Il nuovo gruppo si è imbattuto, per un po’ di tempo in risorse limitate e divisioni interne, prima di sciogliersi nel 1910. Sette membri del movimento sono, tuttavia, entrati nel consiglio direttivo della NAACP, fondata nel 1909. Il movimento Niagara era un’organizzazione separata, con una piattaforma più radicale rispetto alla NAACP. È stato costituito da soli afroamericani. L’incontro, invece, che ha condotto alla NAACP, ha visto la partecipazione anche di tre americani, di origine europea.

Sin dalla sua fondazione, la NACCP ha partecipato al movimento anti-linciaggio,  avviatosi negli anni novanta dell’ottocento. Nel 1916, in seguito al linciaggio di Jesse Washington (l’episodio del  bracciante adolescente afroamericano, a  Waco, nel Texas, il 15 maggio 1916, che ha generato un esempio di linciaggio motivato da odio razziale), la NAACP, ha istituito un comitato specifico e avviato una campagna specifica anti-linciaggio. Iniziale testimonial fu Elisabeth Freeman, che era stata incaricata dalla NAACP di indagare sui fatti che avevano condotto al linciaggio di Jesse Washington. Il suo rapporto è stato pubblicato su “The Crisis”, la rivista dell’associazione. Il risultato emerso è stato un resoconto estremamente crudo, corredato da immagini delle torture subite dal ragazzo prima di essere ucciso. La NAACP ha provveduto a distribuire il rapporto a centinaia di giornali e politici, campagna che ha portato ad un’ampia condanna del fatto.

Questa prima fase ha, sostanzialmente, mutato l’atteggiamento delle autorità, dinanzi a simili eventi; tant’è vero che è stato, poi, deciso di non sostenere più simili pratiche, dilagando, tra l’opinione pubblica, l’idea che il linciaggio fosse una pratica selvaggia e barbara.

In una seconda fase, la NAACP ha optato per una differente strategia comunicativa: alle cruente descrizioni dei linciaggi ha affiancato le immagini positive di quei membri delle forze dell’ordine, di fatto, ne hanno poi impedito lo sviluppo.

Infine, successivamente la NACCP si è attivata non poco per supportare leggi e disposizioni miranti a rendere illegale la pratica del linciaggio. Ci è poi riuscita relativamente a tutti gli Stati Uniti.

                                                                                                                                               Avvocato Iacopo Maria Pitorri

La Commissione Asiatica dei Diritti Umani

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri fa presente che la Commissione asiatica dei diritti umani (AHRC) è un’organizzazione non governativa internazionale, che ha per principale obiettivo quello di proteggere e promuovere i diritti umani. Più segnatamente, chiarisce l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, espleta detta attività tramite il monitoraggio, indagini e tutela delle vittime di violenze e torture. Il tutto, anche partecipando alle Commissioni sulla Verità e ai Tribunali Speciali, per raggiungere attraverso programmi di “peacemaking” la risoluzione dei conflitti.

Il 17 maggio 1998, a Kwangju (in Corea del Sud), è stata adottata la Carta asiatica dei diritti umani, da circa duecento ONG, che operano in ambito di diritti umani. Si tratta dello strumento giudiziario più efficace per una piena tutela dei diritti dell’uomo. Costituendo uno dei poteri sovrani degli Stati, accanto a quello legislativo ed esecutivo, la Commissione asiatica dei diritti umani ha la facoltà di denunciare le violazioni dei diritti umani, raccogliere le prove, provvedere a riparare alle violazioni anche attraverso la punizione dei colpevoli. Ciò è possibile solo laddove vi è un sistema giudiziario forte e ben organizzato, capace di svolgere a pieno le proprie funzioni.

Spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che, al di là degli apparati giudiziari nazionali, vi è la possibilità per tutti gli Stati asiatici di creare apposite Commissioni nazionali per i diritti umani ed istituzioni specializzate nella protezione degli stessi, che implementino il ruolo degli organi giudiziari.

Dal punto di vista internazionale, è previsto un organo interstatale (Commissione o Corte), che, agendo indipendentemente dagli Stati, è certamente predisposto per il raggiungimento delle finalità prescritte nella Carta asiatica dei diritti dell’uomo e al contempo predisponga un apparato per la promozione e protezione dei diritti fondamentali.

La AHCR collabora strettamente con un’altra organizzazione non governativa, l’Asian Legal Resource Center (ALRCR), nata nel 1986, che ha uno statuto consultivo presso l’ONU. E’ formata, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, da un eminente gruppo di giuristi e attivisti dei diritti umani, che si occupa di promuovere la tutela dei diritti umani. L’ALRCR cerca di implementare quelli che sono i programmi di assistenza giudiziaria, svolti da istituzioni giudiziarie e affini a livello regionale, locale, nazionale (programmi di educazione dei giudici in Cina, programma di educazione di giudici, avvocati e funzionari in Asia del Sud, Est e Sudest, attività di promozione della Carta asiatica dei diritti umani e dei meccanismi regionali, ecc).

Alla guida della Commissione asiatica dei diritti umani vi è un organo esecutivo, il Consiglio Direttivo (formato dai dieci ai venti Consiglieri), un gruppo interno (di circa duecento persone), preparato a compiere missioni di valutazione e da altro personale. Si sottolinea che la struttura della AHCR, così come è stata approvata nel 1996, dal Consiglio Direttivo, si avvale, in parte, anche di personale appartenente alla ALCR.

Una eventuale denuncia di parte, sulle violazioni dei diritti umani, fa emergere l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, può essere presentata tanto da organizzazioni (non governative) quanto da singoli individui. La AHCR è competente a conoscere dette violazioni. La Commissione una volta approvate le regole di diritto e procedura, che devono essere applicate per assicurare che le indagini siano svolte secondo il rispetto dei principi fondamentali di diritto (imparzialità ed equità), potrà raccogliere tutte le informazioni necessarie, compresi l’audizione dei testimoni e l’invio di missioni investigative sul luogo. Ogni indagine sarà eseguita da una Commissione Investigativa composta da tre membri che, per assicurare la natura di indipendenza della procedura, non possono avere la stessa nazionalità del paese indagato. Nell’eventualità in cui ciò si verifichi il commissario dovrà essere escluso.

La sede della Commissione asiatica dei diritti umani, precisa l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, si trova ad Hong Kong.

Ricorda l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che, all’esito di una ricerca condotta nel 2005 in dieci paesi asiatici (Bangladesh, Cambogia, Corea del Sud, Filippine, India, Indonesia, Myanmar, Nepal, Sri Lanka e Tailandia), in data 17 gennaio 2006 la AHCR ha presentato un rapporto sulle condizioni di alcune popolazioni asiatiche oppresse da pratiche di violenza dei diritti umani e dalla tortura (The State of Human Rights in Ten Asian Countries).

Grazie alla pubblicizzazione di detto report, la AHCR ha ribadito l’invito, rivolto alle popolazioni asiatiche e a tutti coloro che sono interessati alla promozione e tutela dei diritti umani, a porre attenzione sull’importanza del legame esistente tra i diritti umani e le regole di diritto (e di procedura).  A tal fine la Commissione asiatica dei diritti umani ha lanciato l’idea di una Carta Asiatica delle Norme di Diritto. In tal senso ampie consultazioni sono in atto per l’elaborazione di una bozza da sottoporre a diverse istituzioni interessate (organizzazioni governative e non) come a singoli individui (esperti del settore). Rammenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, che per lungo tempo, soprattutto durante il periodo coloniale, i popoli dell’Asia hanno subito gravi violazioni dei loro diritti e delle loro libertà. Oggi vasti gruppi in seno alle popolazioni continuano ad essere sfruttati ed oppressi e molte delle società sono lacerate dall’odio e dall’intolleranza. I popoli stanno rendendosi sempre più conto che la pace e la dignità sono possibili solo a fronte del riconoscimento e della tutela di diritti uguali ed inalienabili per tutte gli individui e i gruppi. Essi sono determinati a garantire pace e giustizia per sé stessi e per le generazioni future, lottando per i diritti umani e le libertà. A tal fine essi adottano la Carta, quale affermazione del desiderio e dell’aspirazione dei popoli dell’Asia di vivere in pace e nel rispetto della dignità.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri

La Commissione africana sui diritti dell’uomo e dei popoli

La Commissione africana sui diritti dell’uomo e dei popoli, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, è il meccanismo di salvaguardia, organo istituito dalla Carta africana dei diritti umani e dei popoli. Più segnatamente, la sua struttura ed il suo funzionamento sono specificati nell’art. 30 e seguenti della suddetta Carta.
La Commissione è costituita da undici membri, eletti, con un mandato di sei anni, dall’ Assemblea dell’UA, con scrutinio segreto. I Commissari vengono scelti in base alle loro qualifiche in materia di diritti umani. Ciò, ovviamente tenendo conto del criterio di ripartizione geografica.

Specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che la Commissione si riunisce in sedute ordinarie due volte all’anno. Può riunirsi anche in sessioni straordinarie.

Nata nel 1989, ad oggi la Commissione africana sui diritti dell’uomo e dei popoli è stata la protagonista di oltre sessanta sessioni (tra ordinarie e straordinarie).
La Commissione, rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, ha la facoltà di costituire procedure speciali, come relatori speciali, comitati e gruppi di lavoro. La procedura speciale da più tempo attiva è il relatore speciale sul carcere e le condizioni detentive, il quale, a far data dal 1996, ha mandato di esaminare la situazione delle persone private della libertà nei territori degli Stati parte della Carta. Tale relatore speciale ha portato a termine 16 missioni e adottato 8 risoluzioni.

Alla Commissione sono attribuite tre funzioni principali. Quella, innanzitutto, di promuovere i diritti umani e dei popoli; quella di proteggere i diritti umani e dei popoli; quella di interpretare la Carta.

È incluso nell’attività di promozione il sistema delle comunicazioni alla Commissione e la presentazione di rapporti da parte degli Stati.

In merito, invece, alla protezione dei diritti umani, la Carta chiede alla Commissione di ricorrere ad “ogni appropriato metodo d’investigazione” (art. 46), fornendo, il fondamento giuridico per intraprendere missioni di diversa natura.

Le missioni della Commissione possono essere di due tipi. Vi sono le missioni di protezione, che sono riguardano, nello specifico, le missioni sul luogo (on-site). Vi sono, poi, le missioni d’inchiesta (fact-finding). Lo scopo è quello di esplorare la possibilità di un accordo amichevole o di indagare su fatti specifici ricollegati al sistema delle comunicazioni. Esistono anche le missioni d’inchiesta, che si svolgono in caso di una segnalazione di carattere generale o largamente documentata di violazioni dei diritti umani da parte di uno Stato.

Ulteriormente, le missioni di promozione sono atte a sensibilizzare gli Stati rispetto al ruolo della Carta africana, per incoraggiare la ratifica degli strumenti giuridici per i diritti umani e sottostare all’obbligo di presentazione dei rapporti di monitoraggio sulla situazione dei diritti umani nel proprio Paese.

Evidenzia l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che una ulteriore procedura della Commissione, per far fronte al proprio mandato, è il sistema delle comunicazioni. Le comunicazioni che riceve e prende in considerazione la Commissione possono essere quelle statali, riferite, cioè, ad uno Stato che lamenta la violazione di una o più disposizioni della Carta da parte di un altro Stato membro (artt. 48-49). Vi sono, poi, comunicazioni presentate da individui o organizzazioni che accusano uno Stato membro di aver violato uno o più diritti garantiti dalla Carta (art. 55).

Per quanto concerne le comunicazioni statali, le procedure esperibili sono due: comunicazione-negoziazione, ovvero comunicazione-reclamo. Nella prima, allorquando uno Stato abbia buone ragioni per credere che un altro Stato parte ha violato la Carta, può presentargli una comunicazione scritta. Lo Stato ricevente, entro tre mesi, deve dare una spiegazione scritta per fare chiarezza sulla questione. Se in tale fase di conciliazione la questione non viene risolta, entrambi gli Stati possono sottoporre la questione alla Commissione. In riferimento, invece, alla comunicazione-reclamo, se uno Stato parte ha buone ragioni per credere che un altro Stato parte abbia violato la Carta, ma non vuole dare avvio ad una procedura bilaterale, può inviare una comunicazione direttamente alla Commissione.

 Se la comunicazione è ritenuta ammissibile, la Commissione passa al suo esame nel merito, ricorrendo a tutti i metodi d’indagine di cui dispone. Una volta in possesso di tutte le informazioni e dopo aver tentato una soluzione amichevole, la Commissione redige il rapporto sul caso.

Per quanto riguarda le altre comunicazioni, si tratta di quelle comunicazioni presentate da singoli individui o gruppi, come anche da attori della società civile, in cui si lamenta la violazione di uno o più diritti da parte di uno o più Stati. Per essere ammesse, debbono, ovviamente,  riportare l’indicazione dell’autore, tranne nei casi in cui lo stesso chieda di mantenere l’anonimato; debbono essere riconducibili ai diritti o principi stabiliti dalla Carta dei diritti umani e dei popoli o della Carta UA; non essere redatte in termini oltraggiosi; debbono fondarsi su un’adeguata indagine e non solo su informazioni reperibili a mezzo stampa, o tramite altri strumenti d’informazione; debbono, infine, essere inviate entro un periodo di tempo ragionevole. Per far sì che una comunicazione venga ritenuta ammissibile deve rispettare tutti i criteri di ammissibilità.

A seguito della dichiarazione di ammissibilità, continua l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, la Commissione mette a disposizione i suoi buoni uffici per favorire un accordo amichevole tra le parti.

Se tale accordo non viene raggiunto, la Commissione considera il caso nel merito, ossia esamina le accuse presentate dall’autore della comunicazione, la risposta fornita dallo Stato, nonché ogni altro argomento presentato dagli Stati parte o altri attori intervenuti.
Al termine dello studio del caso, il quale può includere anche missioni d’inchiesta, la Commissione può presentare delle raccomandazioni allo Stato interessato. Tali raccomandazioni non sono di principio vincolanti, tuttavia possono diventarlo nel momento in cui vengono adottate dall’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’UA.

Oltre, ciò, fa emergere l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, uno degli strumenti più importanti attraverso cui la Commissione può promuovere e proteggere i diritti umani e dei popoli sono i rapporti periodici degli Stati. Adottando, invero, le misure per il rispetto dei diritti della Carta, è possibile incrementare il dialogo tra gli Stati e la Commissione. Agli Stati è richiesto di presentare un rapporto iniziale, dopo due anni dalla ratifica o adesione alla Carta, il quale fa da elemento di paragone per i rapporti periodici successivi, anch’essi ogni due anni, i quali illustrano solamente i progressi fatti e le difficoltà incontrate dal precedente rapporto. Il rapporto iniziale deve riportare gli elementi fondamentali per descrivere il Paese, come anche i programmi e le istituzioni rilevanti per i diritti, le libertà fondamentali ed i doveri stabiliti dalla Carta. Nei rapporti gli Stati sono chiamati ad entrare nel merito di ogni tipologia di diritto: civili, politici, economici, sociali e culturali. Lo stesso trattamento, inoltre, deve essere riservato anche alle libertà fondamentali, ai diritti dei popoli ed ai doveri riportati nella Carta.

L’esame del rapporto avviene nel corso di una sessione a porte aperte, ossia aperta anche alle associazioni con status consultivo all’UA. Nel corso dell’esame i rappresentanti dello Stato devono rispondere alle domande della Commissione e fornire eventuali ulteriori informazioni, durante o dopo la sessione.

La Commissione ha stabilito che il rapporto debba, comunque, essere esaminato, ricorrendo anche ad ulteriori informazioni fornite da Istituzioni nazionali per i diritti umani e organizzazioni non governative.

Da ultimo, evidenzia l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri la Commissione africana svolge, anche, un ruolo consuntivo, con pareri e raccomandazioni rivolte agli  Stati, oltre che nell’elaborazione di principi e regole per la risoluzione di problemi giuridici legati al godimento dei diritti umani e dei popoli (art. 45-1-b). Sono state, invero, elaborate diverse linee guida, ultime in ordine di tempo le linee guida sulle condizioni di arresto, custodia da parte della Polizia e la detenzione cautelare antecedente il procedimento giudiziario in Africa (nel 2014).

Altri strumenti a disposizione della Commissione sono le risoluzioni ed i commenti generali.
La Commissione può adottare risoluzioni per affrontare diverse questioni materia di diritti umani. I commenti generali sono uno strumento utilizzato recentemente (negli anni 2012 e 2014), e per la prima volta, solo dalla relatrice speciale sui diritti delle donne in Africa (per interpretare l’articolo 14 del Protocollo sui diritti delle donne in Africa, inerente ai diritti alla salute, inclusa quella sessuale e riproduttiva).

Oltre ciò, ricorda l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, la Commissione ha facoltà di interpretare le disposizioni della Carta, dietro richiesta di uno Stato parte, degli organi dell’UA e da parte di organizzazioni non governative riconosciute dall’UA.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees), rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri,  è l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati. Ha per scopo quello di fornire loro protezione internazionale ed assistenza materiale, oltre a perseguire soluzioni durevoli per la loro drammatica condizione. L’UNHCR è, senza dubbio, la principale organizzazione al mondo impegnata in prima linea a salvare vite umane e a proteggere i diritti di milioni di rifugiati.

Questo importante organismo ONU, fondato il 14 dicembre 1950 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha iniziato a svolgere la sua attività dal 1° gennaio del 1951. Assiste, ad oggi, oltre sessanta milioni di persone. Ha vinto, rammenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, ben due premi Nobel per la pace (nel 1954 e nel 1981). L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, inoltre, conferisce annualmente il prestigioso “Premio Nansen per i Rifugiati”, precedentemente conosciuto come “Onorificenza Nansen” (intitolata a Fridtjof Nansen), a persone, o gruppi, che si siano distinti per “l’eccellente servizio alla causa dei rifugiati”.

Coloro che beneficiano dell’opera dell’UNHCR, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, sono i rifugiati, intesi (in virtù dello Statuto della Convenzione del 1951), come persone che, nel giustificato timore d’essere perseguitate per la propria razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale, ovvero a proprie opinioni politiche, si trovano fuori dello Stato di cui possiedono la cittadinanza e non possono domandare, per tale paura, la protezione di detto Stato. Oltre ciò, ne beneficia anche chiunque, essendo apolide e trovandosi fuori del suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi.

Ad usufruire dell’attività di tale, importante organizzazione mondiale, sono anche i rimpatriati: coloro che, essendo rifugiati, chiedono di poter tornare nel proprio paese d’origine. Vi sono, poi, i richiedenti asilo (coloro che, lasciato il loro paese d’origine e avendo inoltrato una richiesta d’asilo, sono in attesa di una risposta dal paese ospitante per ottenere lo status di rifugiato). Beneficiari sono, altresì, gli apolidi (coloro che non hanno la cittadinanza in nessuno Stato). Da ultimo, gli sfollati interni, coloro che sono costretti a spostarsi per conflitti o cause naturali all’interno della propria nazione.

Questa organizzazione, presente in centoventitré Paesi, nel mondo, ha, sotto la sua protezione, un numero smisurato di persone.

Per ciò che concerne la sua organizzazione, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, l’UNHCR è costituita da un Comitato Esecutivo (formato da settantanove membri), dall’Alto Commissario, dal Vice Alto Commissario e dall’Assistente Alto Commissario.

A livello, invece, di rappresentanze regionali, l’organizzazione opera in Europa meridionale, Europa centrale, Europa settentrionale, Europa occidentale, Africa orientale e Corno d’Africa, Africa australe, Africa centrale e la regione dei grandi laghi, Asia sudorientale, Asia dell’Est e la regione del Pacifico, Asia centrale, Asia meridionale, Americhe.
Avvocato Iacopo Maria Pitorri